Sotacarbo al Green Energy Lab: alla scoperta dell'energia del futuro
Si è svolto a Sa Manifattura di Cagliari il Green Energy Lab, evento promosso dal Centro Regionale di Programmazione nell'ambito del PR FESR Sardegna 21-27.
Data:
12 febbraio 2026
Si è tenuto a Cagliari, a Sa Manifattura, l'evento "Green Energy Lab", un'iniziativa promossa dal Centro Regionale di Programmazione, nell'ambito del Programma Regionale Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (Fesr) 2021-2027 della Regione Sardegna, interamente dedicata alla transizione energetica e alla sostenibilità.
L'Amministratore Unico di Sotacarbo Mario Porcu ha partecipato come relatore alla sessione "Strategie per la transizione energetica" insieme a Alessandro Lanza, Direttore Fondazione ENI Enrico Mattei, Fabrizio Pilo, Prorettore dell'Università degli studi di Cagliari, e Wessel Vermeulen, economista al Centro di Trento per lo Sviluppo Locale (Ocse).
Ha aperto la sessione Alessandro Lanza: "Oggi parliamo di strategie ma avremmo dovuto farle trent'anni fa, non ora. Gli uragani che vediamo nel Mediterraneo ci fanno capire che sul tema del cambiamento climatico abbiamo perso il treno e che dobbiamo fare di più, molto di più. Non dobbiamo continuare a parlare di ‘mitigazione' ma ormai dobbiamo parlare di ‘adattamento'. E dobbiamo essere consapevoli che nel Mediterraneo la Sardegna è uno scoglio, un'area depressa, che attraversa un inverno demografico: ogni anno perde un paese come Dorgali, circa 8mila abitanti l'anno in meno. Dobbiamo prendere atto che Sardegna nel percorso della transizione energetica non conta granché ma deve ritagliarsi un ruolo. I problemi non sono i soldi ma la convinzione che anima e sostiene le scelte politiche. Serve un maggior coinvolgimento dei giovani, che dovrebbero essere più incazzati per il mondo che gli stiamo lasciando. I problemi sono tanti ma quello della tutela dell'ambiente non lo è, nel senso che è facile risolverla. La tutela del paesaggio invece è più complessa, perché è difficile definire chi ha titolo per parlarne e a che titolo le preferenze individuali possono prevalere su quelle di altri, quindi bisogna lavorarci e trovare un modo di contemperare esigenze e visioni spesso molto diverse".
Nel suo intervento, Fabrizio Pilo evidenzia: "C'è una parolina magica nella transizione energetica ed è elettrificazione. Una parola in apparenza neutra, che da noi funziona benissimo. Non solo da noi: in Cina l'elettrificazione è passata in breve tempo dal 20 al 36%. Tra i problemi che la Sardegna affronta c'è anche lo spopolamento. L'innovazione può essere decisiva se rivolta a migliorare le condizioni per il futuro: crea del male a qualcuno nel breve termine ma può essere decisiva per creare valore e sviluppo, se si ha il coraggio di lavorare su prospettive di lungo termine. Qui in Sardegna abbiamo già dimostrato, proprio sulle sfide tecnologiche, di saper precorrere i tempi. Pensiamo a internet: all’Unione Sarda come primo giornale online, poi l’esperienza di Videonline diventata Tiscali. Esempi che rivelano che possiamo ritagliarci un ruolo d’avanguardia anche nella transizione energetica".
Wessen Vermeulen tratta il tema dei "green jobs" illustrando i dati di alcune analisi: "Da quel che già vediamo possiamo dire che la transizione non colpisce tutte le persone né tutte le regioni in egual misura. E anche tra i settori industriali ci sono settori più colpiti di altri. Abbiamo posti dove i lavori si perdono più che altrove e altri invece che possono beneficiare del cambiamento. C'è una forte domanda di lavoro e soprattutto di lavori "green" ma non ci sono ancora le professionalità adeguate. E per evitare lo spostamento bisogna creare le condizioni per offrire opportunità di formazione e lavoro nelle regioni di appartenenza, facilitando l'uscita dai lavori a rischio verso lavori non a rischio, anche se non direttamente connessi alla transizione verde. Alcuni professionisti possono passare da impieghi nel settore dei combustibili fossili a lavori legati alle fonti rinnovabili: pensiamo a chi lavora nelle piattaforme petrolifere, che può essere immediatamente impiegato nei parchi eolici offshore. Abbiamo anche altri casi, come ad esempio in Romania, dove le miniere di carbone sono state chiuse ma la popolazione non si è allontanata. In questi casi si crea un ciclo negativo e la soluzione è investire sulla formazione per creare o convertire professionalità utili alla transizione, questo crea le condizioni base per assicurare nuovo impiego. Le nuove professioni devono anche assicurare salari adeguati, perché essere pagati meno non agevolerà di certo la transizione".
Conclude il discorso Mario Porcu: "Non bisogna essere né ottimisti né pessimisti ma pragmatici. Le strategie non le facciamo noi ma i governi e abbiamo un quadro a tinte variabili con strategie molto diversificate. L’Europa ha puntato giustamente sulle rinnovabili ma forse lo ha fatto in modo troppo integralista e poco attento alle conseguenze economiche. Ora si sta correndo ai ripari. La Cina invece ha adottato la politica del doppio binario: continuo ad utilizzare le fonti fossili per sostenere gli investimenti sulle rinnovabili, che procedono rapidamente e in misura impressionante, per cui si può già vedere una leadership anche in questo settore. Negli Usa c'è un prima e dopo Trump, che forse è il più grande scienziato del mondo visto che, a differenza del resto del mondo scientifico, ritiene il cambiamento climatico una fake news. Nonostante questo, gli Usa mantengono l’impegno di conseguire la neutralità climatica entro il 2050. E se passiamo alla Sardegna è bene sottolineare che la domanda ricorrente è ‘ma cosa ci guadagno dalla lotta la cambiamento climatico, dalla transizione energetica?’. Forse la giusta domanda che dovremmo porci è ‘ma cosa ci perdiamo se non la facciamo?’. Basta pensare ai danni provocati dall’uragano Harry: quei danni, quel miliardo di danni lo paghiamo noi e con quei soldi anziché ricostruire avremmo potuto realizzare investimenti e opere. Non possiamo continuare a dire sole e vento sono nostri e guai a chi ce li tocca. Dobbiamo sfruttarli in modo intelligente, altrimenti l’alternativa resta il carbone, l’energia prodotta dai fossili. La transizione non può essere pianificata guardando all’oggi, in cui il fabbisogno energetico regionale è ridotto dalla crisi di alcuni poli industriali, in una prospettiva di ripresa e sviluppo, anziché di 6 Gw dovremmo parlare di 20-25 Gw, una quantità che corrisponde a un utilizzo del suolo regionale attorno all’1%. Ovviamente bisogna farlo in modo programmato, ordinato e con il massimo coinvolgimento della popolazione, che spesso non è coinvolta né informata come meriterebbe".
I divulgatori Sotacarbo hanno partecipato alle attività dei laboratori pratici dedicati alle scuole primarie e secondarie del territorio. ll laboratorio "Detective del clima: a caccia della CO₂ invisibile", per le primarie, spiega ai bambini cosa è l'anidride carbonica, come osservarla (nonostante sia invisibile) e come ridurre la sua presenza nell'atmosfera attraverso scelte sostenibili. I laboratori proposti alle scuole secondarie sono incentrati sul tema dell'efficienza energetica e sull'idrogeno, la risorsa del futuro.
Ultimo aggiornamento
13/02/2026, 12:51

