Conferenza Internazionale sulla Transizione Energetica - Giorno III

Interventi svolti durante la terza giornata della Conferenza Internazionale sulla Transizione Energetica "Towards a Sustainable Future".

Data:
11 febbraio 2026

La prima edizione della Conferenza internazionale sulla transizione energetica Towards a Sustainable Future ha visto 42 presentazioni e 40 speaker in rappresentanza di cinque continenti. Di seguito una carrellata di alcuni degli spunti emersi nel corso della terza giornata.

 

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Ing. Mario Porcu, Amministatore Unico, Sotacarbo: «La giornata di oggi è dedicata al Just Transition Fund (Jtf) e alle iniziative avviate in questo territorio ma anche in altri Paesi europei alle prese con il passaggio da un’economia basata sul carbone a una che si fonda sulle fonti rinnovabili. La sede del Centro ricerche Sotacarbo era una vecchia miniera di carbone: oggi rappresenta un modello virtuoso di transizione energetica dal carbone all’idrogeno, e anche un esempio dell’efficacia di questi investimenti pubblici che stanno offrendo importanti opportunità ad un territorio in crisi sociale ed economica».

 

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On. Emanuele Cani, Assessore all Industria, Regione Autonoma della Sardegna: «La Sardegna è vista come un territorio in difficoltà nella transizione energetica. Sebbene gli obiettivi siano quelli di attuarla, noi vogliamo che da questa grande risorsa naturale ne traggano beneficio i cittadini, le imprese e il sistema pubblico. L’obiettivo prioritario è garantire che tutti siano coinvolti in questo significativo cambiamento del sistema e che i benefici non si concentrino su pochi».

 

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Manolo Mureddu, Assessore ai Lavori Pubblici, Comune di Carbonia: «Il Comune, in collaborazione con Sotacarbo, ha attivato una serie di azioni e attività che stanno portando a risultati concreti e tangibili, con un focus sullo sviluppo di progetti e investimenti per favorire la transizione energetica e la ricerca delle attività di produzione di energie rinnovabili».

 

Immagine che contiene vestiti, persona, Viso umano, uomoMauro Usai, Presidente - Provincia del Sulcis Iglesiente, Sindaco - Comune di Iglesias: «Le risorse senza progettualità non sono sufficienti. indispensabile che i soggetti istituzionali chiamati a svolgere questo compito anticipino l erogazione di queste risorse presentando progetti che siano compatibili con le linee di indirizzo che finanziano queste attivit . Per fare questo serve la politica. Ogni tanto ci sono dei momenti storici e delle opportunit imperdibili: questo uno di quelli».

 

Immagine che contiene vestiti, interno, Viso umano, personaDott. Raffaele Parlangeli, Autorità di Gestione - Just Transition Fund, Ufficio per le politiche territoriali e la cooperazione territoriale: «In un territorio come il Sulcis, con una storica dipendenza dal carbone, il progetto Refuel, finanziato dal Jtf, rappresenta una scommessa e un’operazione di rilevanza strategica. Refuel interpreta in modo avanzato l’approccio place-based della politica di coesione: dimostra che la transizione verde può diventare un fattore di sviluppo e competitività territoriale, e riesce a garantire una base produttiva abbinata all’occupazione qualificata. Questo progetto sperimenta oggi, a livello territoriale, soluzioni che saranno centrali alle politiche europee del prossimo decennio».

 

Immagine che contiene microfono, abito, persona, vestitiIng. Marcello Capra, Senior Energy Advisor, Ministero dell Ambiente e della Sicurezza Energetica: «Il Jtf garantisce una transizione giusta e mirata a livello locale nel Sulcis, il Pnec fornisce la roadmap strategica per la transizione energetica italiana, il Pnrr fornisce importanti finanziamenti e riforme per accelerare la transizione: insieme, questi strumenti creano un supporto coerente alla decarbonizzazione, all'adozione di energie pulite e alla resilienza socioeconomica. L’hydrogen valley (progetto SulkHy) può essere l’occasione per creare un nucleo di aggregazione di risorse e competenze. Le risorse ci sono ma dobbiamo valorizzarle su un territorio come questo, e dobbiamo pensare a cosa ci attende dopo questi investimenti».

 

Immagine che contiene persona, interno, vestiti, computerDott. Fabio Tore, Gruppo di lavoro ricerca e innovazione, competitivit intelligente e transizione digitale, Centro Regionale di Programmazione: «Le soluzioni energetiche devono essere prodotte, migliorate e mantenute. Refuel coniuga sviluppo tecnologico e innovazione a supporto dello sviluppo territoriale evitando di commettere l’errore più grave: finanziare pezzi di attività non connessi tra loro; crea una filiera completa dell’idrogeno, in cui tutte le parti non hanno dignità autonoma ma tutte insieme costituiscono il punto di forza di questa iniziativa».

 

Immagine che contiene persona, vestiti, computer, Viso umanoIng. Alberto Pettinau, Direttore Ricerca e Sviluppo, Sotacarbo: «Con il progetto Refuel Sotacarbo punta a sviluppare una tecnologia integrata e innovativa per produrre metanolo da fonti rinnovabili. Per produrlo a costi sempre più bassi perché possa diventare uno strumento di decarbonizzazione di industria e trasporti».

 

Immagine che contiene vestiti, Viso umano, persona, Apparecchiature audioDott.ssa Julia Haske, Responsabile settore Uso del suolo & Transizione, Centro ricerche per il Post-Mining, Technische Hochschule Georg Agricola: «L’attività mineraria lascia un segno nei paesaggi: l'approccio interdisciplinare del post-mining combina soluzioni basate su modelli di utilizzo rigenerativo del territorio verso il riutilizzo agricolo, forestale o commerciale. Stiamo lavorando a stretto contatto con diverse unità dell'Unione Europea per supportarle nello sviluppo di buone pratiche e nell'elaborazione di linee guida. Siamo molto attivi nel Fondo di Ricerca per il Carbone e l'Acciaio (Rfcs), che non è il Jtf, ma gli è accanto, e svolgerà anch’esso un ruolo importante nel prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-2034».

 

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Dott.ssa Agapi Teftiki, Ricercatrice, Centre for Research & Technology Hellas (CERTH)/CPERI: «La Macedonia occidentale era il "cuore energetico" della Grecia grazie alle sue miniere di carbone. Dopo la transizione, la regione ha bisogno di un nuovo modello economico. L’obiettivo del progetto H2HUB è dimostrare la tecnologia per la produzione, lo stoccaggio e l'utilizzo dell'idrogeno derivato dall'elettricità rinnovabile».

 

Immagine che contiene vestiti, persona, microfono, internoIng. Giuseppe Girardi, Comitato Strategico, Sotacarbo: «Il progetto CECS per l’implementazione di una Comunità Energetica Rinnovabile (Cer) a Carbonia, supportato dal progetto Abaco Urbano Energetico degli Edifici (Auree), si inserisce in un ampio programma che, insieme ai progetti per l’incremento dell’efficienza energetica degli edifici e ai progetti per la produzione e l’utilizzo di idrogeno verde, rappresenta un valido contributo alla transizione energetica in questo territorio, affermandosi come esempio di approccio sistemico e di riferimento per il nostro Paese».

 

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Dott. Andriy Tabinskyy, Direttore Esecutivo, Association of Coal Communities of Ukraine (Accu): «Non c'è una "crisi energetica" in Ucraina, c'è un'invasione su vasta scala da parte della Russia, una guerra. È importante per gli ucraini che voi capiate perché in questo momento stiamo affrontando tanti problemi energetici. Il governo ucraino ha fissato il phase-out per il 2035, il che significa che ci sarà la chiusura delle miniere e delle centrali termoelettriche a carbone. Oggi vediamo che oltre l'80% di questi siti sono stati distrutti dai missili russi, quindi è imperativo accelerare la giusta transizione».

 

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Dott. Niall Dunphy, Ricercatore Transdisciplinare, University College Cork: «Il modo in cui viviamo la nostra vita quotidiana, il modo in cui ci prendiamo cura delle nostre famiglie, tutto cambierà a causa della nostra necessità di decarbonizzare. C’è il bisogno di processi di pianificazione partecipativa e inclusiva che integrino le voci dei gruppi emarginati fin dall'inizio. E i cittadini hanno un ruolo cruciale da svolgere in questa transizione».

 

Immagine che contiene microfono, vestiti, Viso umano, personaDott.ssa Balbina Gluza-Czyczerska, coordinatrice Just Transition Platform, DG REGIO, European Commission: «Uno dei principali pilastri del Jtf è l’attenzione ai gruppi più vulnerabili, coinvolgendo nel consiglio direttivo le persone che dovrebbero essere ascoltate. Cerchiamo quindi di coinvolgere università, associazioni giovanili e donne in questo processo. L'approccio integrato ha un ambito territoriale molto mirato. Ad esempio, in Italia sono stati selezionati solo due territori tra tanti, perché volevamo che questo supporto andasse direttamente alle regioni più duramente colpite dalle conseguenze della transizione energetica».

 

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Ultimo aggiornamento

11/02/2026, 16:25