Sulcis, al via la nuova centrale a biomassa

Questa volta per il Sulcis Iglesiente sembra arrivata una buona notizia, almeno per quanto riguarda il lavoro e la riconversione ecologica: la Cooperativa Sociale San Lorenzo ha convocato

Date:
17 June 2014

Biomasse_-_panoramio_(2)
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Questa volta per il Sulcis Iglesiente sembra arrivata una buona notizia, almeno per quanto riguarda il lavoro e la riconversione ecologica: la Cooperativa Sociale San Lorenzo ha convocato una conferenza stampa ad Iglesias, nella ex sede di Rockwool Italia a Iglesias per ufficializzare «il passaggio alla fase operativa del progetto Renovo Bioenergy con l’apertura del cantiere per la realizzazione della centrale termoelettrica alimentata a biomassa vegetale, primo passo per l’insediamento nell’area ex Rockwool del primo bio distretto in Italia». Nato dalla partnership tra Renovo e la Cooperativa San Lorenzo e premiato al concorso di idee “99 Ideas per il Sulcis”, il progetto Renovo Bioenergy a Iglesias è stato realizzato grazie all’intervento del Fondo immobiliare Green Star – Comparto Bioenergie gestito da REAM SGR i cui sottoscrittori sono la Fondazione Banco di Sardegna, la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la Fondazione con il Sud. Il progetto, che ha anche il sostegno di Legambiente Sardegna, prevede «la riconversione produttiva del sito dismesso nel 2009 da Rockwool Italia, con la realizzazione di una centrale cogenerativa (energia elettrica e termica) della potenza di 1 MWe e 4 MWt che sarà alimentata da biomassa vergine a filiera corta, proveniente cioè dalla manutenzione dei boschi del Sulcis Iglesiente e da scarti e sottoprodotti dell’agricoltura e della filiera agroindustriale del territorio. L’energia prodotta dalla centrale andrà ad alimentare l’impianto per la produzione di materiali isolanti in fibra di legno per bioedilizia – anch’essi ottenuti dalla lavorazione di legname vergine raccolto attraverso la manutenzione boschiva – che entrerà in attività in un’altra porzione del sito».

L'articolo originale è tratto da Greenreport.it

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