Ambienti chiusi: le insidie nascoste

Il monitoraggio della qualità dell’aria indoor: la base per l’efficienza energetica negli edifici e il benessere di chi li occupa.

Date:
10 January 2024

Ambienti chiusi: le insidie nascoste
Ambienti chiusi: le insidie nascoste  wikimedia

Quando si parla di inquinamento atmosferico si pensa subito a quello prodotto dalle industrie e dai mezzi di trasporto, dimenticando che anche gli ambienti chiusi possono essere fonte di inquinamento. L’aria degli ambienti "indoor" il più delle volte è peggiore di quella esterna ed è scientificamente provato che può essere fino a cinque volte più inquinata.

Questo perché possono essere presenti gli stessi contaminanti che si trovano all’aperto, come smog, pollini e particolato, che entrano negli edifici attraverso porte, finestre e sistemi di ventilazione, e si sommano a quelli tipici degli ambienti chiusi. I prodotti utilizzati per la pulizia, i mobili e le apparecchiature elettroniche producono contaminanti che si accumulano negli ambienti con un inadeguato ricambio d’aria, fino a raggiungere concentrazioni pericolose per la nostra salute.

Monitorare la qualità dell’aria all'interno di edifici come scuole e uffici è una scelta dettata da molteplici ragioni. I dati raccolti sono utili per adottare misure correttive come ad esempio l’implementazione di sistemi di ventilazione adeguati e la scelta di opportuni materiali da costruzione o arredo. Gli edifici scolastici ricadono tra gli ambienti particolarmente rilevanti in termini di caratteristiche degli occupanti e di impatto a lungo termine della qualità dell’aria. Le scuole sono infatti frequentate da soggetti potenzialmente fragili, in numero elevato e per prolungati periodi (circa 1000 ore all’anno per un alunno di scuola secondaria di primo grado). A questo si aggiunge il fatto che spesso le scuole sono inefficienti dal punto di vista energetico e prive di adeguati impianti per il ricambio e il trattamento dell’aria.

Una scarsa qualità dell’aria interna, un ambiente poco organizzato e insoddisfacente, hanno ripercussioni negative sulla frequenza e sul rendimento degli studenti, sul livello di comfort, sulla produttività e sono strettamente correlati all’aumento delle assenza per malattie (problemi respiratori, allergie, mal di testa, affaticamento, spossatezza).

Nell’ambito del progetto Auree è in corso di sviluppo l’attività di monitoraggio "Iaq" (Internal air quality) che riguarda la misurazione continua e la valutazione in tempo reale di parametri ambientali oltreché la determinazione delle condizioni microclimatiche interne di luoghi di lavoro. In particolare, lo studio mira sia a individuare la potenziale presenza di inquinanti specifici (polveri, sostanze chimiche e allergeni) negli edifici, sia a valutare il comfort termico, al fine di garantire ambienti salubri e confortevoli.

Ma quali sono i principali contaminanti che possono essere presenti all’interno degli ambienti e che destano particolare preoccupazione? Forse il più noto è l’anidride carbonica, prodotta principalmente dalla respirazione e dall’attività metabolica. Le conseguenze di vivere in un ambiente ricco di anidride carbonica sono affaticamento, sonnolenza e difficoltà di concentrazione.

Altro tipico inquinante prodotto dall’uomo è il fumo di sigaretta, che genera una miscela di sostanze chimiche altamente tossiche e potenzialmente cancerogene. Ci sono poi i composti organici volatili, ossia sostanze chimiche rilasciate da una varietà di prodotti che usiamo quotidianamente, come detergenti, vernici, cosmetici e mobili. Tra questi, la formaldeide è stata classificata dall’Agenzia nazionale per la ricerca sul cancro come cancerogena per l’uomo in concentrazioni elevate. Discorso analogo per le stampanti, le fotocopiatrici e i computer che possono emettere polveri sottili pericolose se inalate in quantità elevata e per prolungati periodi.

Da non sottovalutare, perché potenzialmente presente negli ambienti indoor, è il radon: un gas radioattivo cancerogeno che si trova naturalmente nel terreno e nelle rocce. Il radon può penetrare negli edifici attraverso infiltrazioni, accumulandosi fino a raggiungere livelli pericolosi per la salute umana.

Per sviluppare il monitoraggio Iaq previsto nel progetto Auree, sono stati individuati due edifici ad uso pubblico ubicati nel territorio del Comune di Carbonia: la scuola media Sebastiano Satta e il fabbricato ospitante gli uffici del Centro di Ricerche Sotacarbo. Nel corso del 2023 sono stati individuati i parametri da monitorare e i relativi sensori da utilizzare, nel 2024 verranno realizzate le campagne di monitoraggio della qualità dell’aria indoor e dei principali parametri microclimatici dei due edifici.

I dati raccolti saranno condivisi tramite il portale www.auree.it nell'apposita sezione “Monitoraggio Iaq”, che potrà essere di supporto agli enti competenti per attuare gli interventi necessari a migliorare le condizioni di comfort e di qualità dell’aria rilevate in quegli edifici. Servirà soprattutto a sensibilizzare e rendere consapevole la popolazione su un tema così delicato e troppo spesso sottovalutato. ELoria e FPoggi

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31/01/2024, 13:14