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Ripartire più consapevoli e più efficienti

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“Il virus ci ha dimostrato che non esistono differenze, che insieme dobbiamo batterci per costruire un futuro migliore”.  Queste le parole del Ministro della Salute, Roberto Speranza, nell’incontro organizzato da Save the Children lo scorso 25 giugno a Roma, con mamme, bambini e ragazzi, per parlare delle esperienze vissute durante il lockdown e delle proposte su come affrontare il cambiamento e ripartire dopo la fase critica della pandemia.

In piena emergenza coronavirus, le Nazioni Unite invitavano i governi e le organizzazioni internazionali a scrivere i propri piani di rilancio, a salvaguardare i diritti e i servizi di base, quelli considerati essenziali. Lo scorso aprile il Palazzo di vetro ha pubblicato un documento quadro (A UN framework for the immediate socio-economic response to COVID-19) che fungesse da linea guida per una risposta immediata e innovativa alla crisi (anche sociale ed economica). Pochi punti ma sostanziali, estrapolati dai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. I cardini su cui deve reggersi la trasformazione della società sono: protezione della salute e del benessere delle persone, del lavoro, anche quello “informale” privo di tutela; promozione della collaborazione multilaterale e lo sviluppo di un sistema economico aggregato; garanzie a tutela della coesione sociale e della resilienza delle comunità.

L’ International Energy Agency (IEA) ha raccolto l’invito e messo nero su bianco la propria visione di uno scenario a lungo termine. E’ di questi giorni la pubblicazione del Sustainable Recovery Plan, realizzato dalla IEA in collaborazione con il Fondo Monetario Internazionale (FMI), dove la crisi è definita come un’opportunità unica. Il piano invita i governi a stimolare la crescita economica, creare nuovi posti di lavoro e mettere le emissioni globali di gas serra in declino “strutturale” – letteralmente. Nel settore energetico, la sfida chiave –afferma l’ IEA – è la costruzione di sistemi più puliti e più sicuri in tutto il loro ciclo di vita.

Il  documento “Progettiamo il rilancio” presentato dal governo italiano il 13 giugno scorso, si fonda su tre linee strategiche: innovazione, modernizzazione e transizione ecologica. Quest’ultima è la cosiddetta “decarbonizzazione”: un paese più verde basato su energie e sistemi economici circolari, autosufficienti o capaci di rigenerare valore.

La transizione ecologica viene mostrata come chiave di volta ineludibile: non più solo per sconfiggere il cambiamento climatico ma per ricostruire la società e l’economia. Essa comprende la riduzione delle emissioni di gas climalteranti, il miglioramento della qualità dell’aria nei centri urbani e il potenziamento del ruolo dell’efficienza energetica intesa come gestione esemplare e risparmio di risorse e rifiuti. In questo ambito è incentivata l’edilizia green attraverso eco-bonus per la ristrutturazione di edifici esistenti al fine di migliorare il benessere e il risparmio energetico, agendo sull’isolamento termico dell’involucro della propria abitazione o la sostituzione dell’impianto di climatizzazione. Dal 1 di luglio e fino al 31 dicembre 2021 sarà disponibile un super-bonus, con un credito di imposta al 110% degli investimenti dei proprietari di casa, per l’efficienza energetica. Sono promossi i modelli di smart city e smart building, grazie agli investimenti in innovazione e tecnologie ICT, a disposizione dei cittadini, delle imprese e della Pubblica Amministrazione. Saranno 7 i miliardi destinati alle imprese in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e green economy. Significativo anche uno degli investimenti potenziali della Transizione 4.0: la creazione di campagne di marketing e consumer awareness per valorizzare gli sforzi dell’impresa e creare cultura, con l’obiettivo ultimo di avere cittadini sempre più consapevoli e competenti.

Secondo Legambiente, gli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio comporterebbero investimenti per quasi 9 miliardi di euro all’anno, 430 mila nuovi occupati nel settore e un risparmio in bolletta per le famiglie di 620 euro all’anno. Sono più di un milione i posti di lavoro ‘circolari’ (i “green jobs”) stimati in Italia a febbraio 2020, in fase pre-Covid, destinati a crescere quasi dell’8% il prossimo anno e del 26,4% nei prossimi 5 anni, fino al 34,5% nei prossimi 10 anni, in linea con l’attuazione delle politiche europee.

Un recente servizio della BBC – che illustra, numeri alla mano, come il Regno Unito intenda riqualificare il suo datato parco immobiliare e a far circolare solo auto elettriche dal 2035 – fa notare come l’isolamento termico della propria casa costi molto meno (£ 59.000) che pavimentare una strada (£ 250.000). Il messaggio è chiaro: la rinascita, per essere tale, deve essere green (ambientalmente sostenibile), smart (sicura, tutelata) ma anche cheap (economica). C’è voluta, purtroppo una pandemia che ha mietuto vittime in tutto il pianeta, a suggerire una soluzione efficiente al trilemma dell’energia. ELoria