Corpo Pagina

Ecosistemi innovazione: 12 mln per il progetto Recover

Grande Miniera Serbariu - Foto credit: Alessandro Orsini

Terzo classificato dei 27 progetti finanziati dall’Agenzia per la Coesione territoriale sui 146 ammessi alla valutazione finale del bando per la creazione di ecosistemi dell’innovazione nel Mezzogiorno: al Progetto “Recover” andranno 12 milioni per il recupero dei locali dell’ex “ufficio tecnico” della Grande Miniera di Serbariu a Carbonia.

Presentato da Sotacarbo, in collaborazione con Comune di Carbonia, CRS4, Imi Remosa e le università di Cagliari, Sassari e della Campania “Luigi Vanvitelli”, il progetto dovrà essere completato in tre anni. “Recover” prevede il recupero della struttura e la realizzazione di un laboratorio avanzato di valenza internazionale per la produzione di idrogeno e altri combustibili da energia rinnovabile, che andrà ad implementare l’attuale Centro ricerche Sotacarbo. Un esempio di archeologia industriale che diventa modello di innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale.

“Un importante riconoscimento da parte dell’Agenzia per la Coesione territoriale, che evidenzia la solidità e l’innovazione della proposta progettuale”, sottolinea il presidente della Regione, Christian Solinas. “La Sardegna diventa un punto di riferimento per l’intero bacino del Mediterraneo occidentale, area col maggior potenziale di crescita della domanda di idrogeno, grazie anche ai notevoli margini di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. Il finanziamento contribuirà al recupero della Grande miniera di Serbariu e premia il ruolo strategico di Sotacarbo nel sistema regionale di ricerca, anche grazie alla partecipazione ad alcune sfide progettuali che concorrono a disegnare un nuovo modello di sviluppo per la nostra Isola. Un tassello importante per l’avvio in Sardegna di un’economia dell’idrogeno che possa creare nuove opportunità di sviluppo e occupazione, oltre che un eccellente risultato che conferma la validità dei recenti provvedimenti della Giunta regionale per implementare il Centro ricerche Sotacarbo, affinché svolga appieno il ruolo di coordinamento delle attività di preparazione alle politiche regionali della transizione energetica e per lo sviluppo delle tecnologie low carbon”.

Il progetto Recover è l’unico finanziato tra gli otto presentati da enti di ricerca o università sarde. “La valutazione degli esperti ministeriali premia il gran lavoro dei ricercatori Sotacarbo. Come gli altri nostri progetti, anche questo è finalizzato a sviluppare l’accumulo di energia rinnovabile e la decarbonizzazione di settori “hard to abate” come trasporti pesanti e industrie basate sulle fonti fossili. Sono passaggi fondamentali per la transizione energetica dell’Isola e la realizzazione di una vera hydrogen island” è il commento di Mario Porcu, presidente Sotacarbo.

Nel progetto Recover la ricerca è concepita come la naturale prosecuzione della “vocazione energetica” della miniera, già al centro delle strategie di tutela e valorizzazione del patrimonio edilizio dell’amministrazione comunale di Carbonia. “Con l’ufficializzazione di questo finanziamento, si realizza un ulteriore importante passaggio finalizzato al recupero della Grande Miniera di Serbariu, che diventa centro di sistemi energetici a emissioni zero”, spiega con soddisfazione il sindaco Pietro Morittu che aggiunge: “In passato la miniera era una manifestazione di modernità, il progetto di recupero integra la ricerca Sotacarbo per le nuove tecnologie ad alta efficienza con la tutela dei caratteri identitari dell’edificio e del contesto minerario che lo contraddistingue”.

L’importanza della collaborazione è evidenziata da Giacomo Cao, amministratore unico del CRS4: “Il Centro è particolarmente orgoglioso per il brillante risultato raggiunto che dimostra ancora una volta quanto sia importante il gioco di squadra a livello territoriale. Contribuiremo alla progettazione della micro-rete per la gestione dell’accumulo dell’idrogeno finalizzato all’autosostentamento energetico dell’edificio interessato al progetto”.

Richiama l’attenzione sulle ricadute a livello territoriale il consigliere regionale Fabio Usai: “Fa piacere constatare che i tecnici del Ministero abbiano condiviso l’apprezzamento per un progetto che ho sempre sostenuto sia per l’importanza della ricerca sull’idrogeno che per le ricadute sul territorio. Parlo sia di piccole-medie imprese e start-up che potranno essere impegnate per realizzare componenti di impianti e apparecchiature, sia del turismo scientifico-formativo di cui può beneficiare l’intero Sulcis Iglesiente, con studenti, ricercatori e tecnici delle aziende di tutto il mondo, che potranno formarsi presso il Centro ricerche. Col Presidente della Regione abbiamo condiviso da subito la necessità di valorizzare l’operatività della Sotacarbo, promuovendo una serie di interventi legislativi propedeutici alla sua difesa e ovviamente al suo irrobustimento finanziario; superando anche gli scetticismi, le miopie e le resistenze di coloro che più di altri hanno faticato a comprendere le sue importanti potenzialità”.