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Tassonomia verde? Semaforo giallo

Incurante delle critiche la Commissione europea ha deciso: gas e nucleare sono compatibili con l’obiettivo della neutralità climatica. Da qui la decisione di riconoscere come “verdi” gli impianti a gas che restano sotto la soglia di emissione di carbonio di 250 g/kWh, mentre per il nucleare viene riconosciuta la sostenibilità solo per impianti di nuova generazione o per quelli che si convertono a cicli di produzione a “zero scorie”.

Il riconoscimento delle fonti di energia incluse nella Tassonomia Verde è un passaggio sostanziale: questa classificazione riguarda infatti solo le attività che possono essere considerate “green” e sostenibili e per questo motivo finanziabili. La differenza tra farne parte o esserne fuori è decisiva per intere economie e industrie.

Il nodo della questione è legato all’energia prodotta tramite nucleare e gas che, per quanto è stato deciso finora, possono essere considerate sostenibili a certe condizioni. Sebbene un’ampia maggioranza abbia dato l’ok per includerle, resta forte il malcontento di alcuni paesi che intravedono, in questa decisione, il rischio di un passo indietro nel percorso di decarbonizzazione intrapreso da alcuni anni. E adesso i governi si dividono.

Tra i favorevoli, spiccano paesi come Finlandia e Ungheria, ma soprattutto la Francia, la più esplicita nel dichiarare che senza l’aiuto del gas e del nucleare la transizione sarebbe impossibile. Il governo francese è riuscito nell’obiettivo di associare nucleare e gas, in modo da assicurare al nucleare anche il sostegno o la non ostilità dei paesi contrari all’energia atomica ma che non potevano permettersi di rinunciare al gas. Tra questi la Germania, che considera un ossimoro il nucleare come energia pulita ma al contrario riconosce questa qualità al gas.

Capifila della crociata contro gas e nucleare sono Olanda, Danimarca, Lussemburgo, Lituania, Portogallo e Austria, che intravedono un brusco rallentamento nel cammino verso la neutralità climatica. Posizioni sostenute anche dalla Banca europea degli investimenti (Bei) e dagli esperti consultati dalla stessa Commissione europea, che avevano espressamente dichiarato la propria contrarietà all’assimilazione di nucleare e gas alle opzioni “verdi”.

Ora la palla passa al Consiglio dell’Unione europea che non può modificare il testo: o approva o boccia. Per farlo è necessaria una maggioranza rappresentativa di almeno il 72 percento degli Stati membri o il 65 per cento della popolazione. Il tempo a disposizione non è molto: due mesi, dopodiché la nuova Tassonomia sarà esecutiva. Palla al centro, la partita non è finita. AOrsini