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Rifiuti, CO2 e metanolo: processo virtuoso e circolare

Le emissioni di gas serra sono una delle conseguenze dell’economia lineare “take-make-waste”, dove tutto quello che viene usato è destinato a diventare rifiuto. La gestione virtuosa della filiera rifiuti-riciclo rappresenta invece uno degli esempi più efficaci di economia circolare. Gia da qualche anno, Sotacarbo si occupa di gassificazione di scarti di materiali plastici ed organici per la produzione di energia elettrica e idrogeno rinnovabile.

Soprattutto sui rifiuti industriale è forte la pressione affinché venga raggiunta una maggiore percentuale di riciclo dei materiali, visto lo scenario attuale, caratterizzato dal continuo aumento dei costi di discarica e dalla necessità di valorizzare i rifiuti. È quindi necessario un cambio di passo per raggiungere l’obiettivo di emissioni zero entro il 2050.

In quest’ottica, si sta studiando la possibilità di utilizzare i rifiuti solidi urbani (“rsu”) e la plastica non riciclabile come fonte di carbonio per produrre metanolo: da un lato si ottiene un prodotto alternativo ai combustibili fossili tradizionali, dall’altro si convertono i materiali di scarto in una risorsa secondaria. Il processo consentirebbe inoltre di recuperare la CO2 che altrimenti sarebbe rilasciata dalla combustione dei rifiuti.

Sono due le vie principali per produrre sostanze chimiche dai rifiuti, in particolare da quelli solidi urbani: la pirolisi e la gassificazione. La pirolisi è caratterizzata dalla produzione di una vasta gamma di prodotti allo stato gassoso, liquido e solido di bassa qualità, che per poter essere immessi nel mercato dei combustibili devono subire severi trattamenti, principalmente nelle fasi di separazione e/o distillazione. La gassificazione invece è più flessibile, in quanto il gas di sintesi o syngas può essere più facilmente purificato e trattato per produrre prodotti chimici e combustibili.

L’esempio di come ottenere metanolo dai rifiuti arriva da Johnson Matthey che ha stipulato un accordo di collaborazione con MyRechemical, società sussidiaria di NextChem dedicata alle tecnologie waste-to-chemical. L’accordo prevede l’utilizzo della già collaudata tecnologia syngas-metanolo Johnson Matthey, da integrare nel processo waste-to-chemical, con l’obiettivo di commercializzare la tecnologia waste-to-methanol in tutto il mondo. Attraverso la conversione chimica dei rifiuti urbani e industriali non riciclabili, principalmente plastica e rifiuti secchi, l’idrogeno e gli ossidi di carbonio derivanti possono essere utilizzati per produrre prodotti chimici più sostenibili. AMasili


Attività finanziata a valere sul fondo per la ricerca di sistema elettrico PTR 2019-2021.