Corpo Pagina

La ricerca isolana unita per la transizione energetica della Sardegna

Fare squadra per vincere una partita lunga e non semplice. E’ l’impegno preso dal mondo della ricerca e dell’innovazione tecnologica isolana al termine della giornata conclusiva del workshop “Contributi per una roadmap per la transizione energetica della Sardegna”, organizzato da Sotacarbo, Università di Cagliari e Enea.

Se dalla prima giornata era emerso un chiaro richiamo alla realtà e alla necessità di scelte responsabili e consapevoli, dalla seconda viene fuori la necessità di un’unità di intenti per fronteggiare sfide epocali che vanno oltre i confini dell’Isola. La consapevolezza di dover assicurare al decisore politico competenza, indipendenza e onestà intellettuale, in modo coordinato e sinergico, è infatti il messaggio ripetuto e condiviso dai massimi livelli delle due università e dei centri di ricerca isolani durante i lavori nel Centro Ricerche Sotacarbo di Carbonia.

Un messaggio fatto proprio e rilanciato dal direttore di Sardegna Ricerche Maria Assunta Serra: “Siamo certamente d’accordo con la proposta che arriva da Sotacarbo e dall’Università di Cagliari della necessità che il mondo della ricerca sarda, università e enti, faccia squadra e assista la Regione sui temi dell’energia e della transizione. Non sono temi facili, non si tratta di scelte agevoli e proprio per questo serve un’azione di supporto comune”.

Posizione che va incontro allo stimolo alla discussione offerto da Paola Massidda, sindaco di Carbonia, che in avvio di lavori sottolinea come la ricerca, in una fase così critica per il territorio, abbia il dovere di indicare alle amministrazioni il giusto percorso per portare al phase-out delle centrali a carbone e alla neutralità climatica, viste le conseguenze che questo recesso comporta.

Argomento molto caldo. “Rispettiamo l’opinione di tutti e ne avremmo fatto volentieri a meno, ma la scritta apparsa sui muri dell’università dopo il convegno di ieri, che diceva che questo è colonialismo territoriale non transizione energetica, fa capire quanto gli argomenti del workshop siano attuali e sentiti dai cittadini”. L’episodio rivelato dal professor Fabrizio Pilo, prorettore per il territorio e l’innovazione, dà la misura della passione che ha animato il dibattito nel corso dell’intero convegno, che è saputo andare oltre l’ambito ristretto dei massimi esperti del settore, che pure hanno arricchito l’evento con i loro contributi di elevato valore scientifico e tecnico.

“Perché la transizione energetica è un tema scientifico ma non solo. Ha un forte impatto sulla vita quotidiana e sociale e tutti – istituzioni, cittadini, università e centri di ricerca – devono avere consapevolezza che la situazione per il sistema energetico e industriale sardo è critica” è la considerazione del presidente Sotacarbo, Mario Porcu.

Il professor Pilo si dice “fermamente convinto che occorra tracciare una rotta sulla mappa per raggiungere l’obiettivo di neutralità climatica, un percorso progressivo e di complessità crescente che deve essere basato sulla cooperazione attiva di tutte le competenze del territorio. In questo senso, la creazione di un Centro d’Eccellenza sull’idrogeno in Sardegna può rappresentare un primo frutto di questa cooperazione”.

La sessione “Il ruolo della ricerca e dell’innovazione per la transizione ecologica” si apre con i contributi di Bhima Sastri, direttore del Department of Energy degli Stati Uniti e di Chuck Taylor, responsabile delle collaborazioni internazionali del Netl, che in collegamento video illustrano la strategia dell’amministrazione Biden per lo sviluppo di un’economia dell’idrogeno, che non si limiti all’idrogeno verde ma comprenda altre colorazioni. Viene anche sintetizzata la collaborazione in corso con Sotacarbo e la volontà di incrementarla, comprendendo anche la produzione di idrogeno da plastiche e biomasse, supportando gli studi sperimentali con una intensa attività modellistica basata sulle più avanzate tecniche di calcolo.

Giorgio Graditi, direttore del dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili di Enea, pone in luce gli asset portanti per le politiche di transizione energetica di decarbonizzazione ossia il Pacchetto Energia Pulita, il Pnrr e il Green Deal europeo. “Un punto centrale della decarbonizzazione è il prezzo della CO2 e il funzionamento del sistema Ets, che deve essere rivisitato. La Sardegna ha comunque aspetti peculiari unici per avviare un’economia basata sull’idrogeno: un sistema elettrico chiuso, una rete ferroviaria non elettrificata, phase out dal carbone, assenza di rete di trasporto del gas. Limiti che giustificano la creazione di un polo tecnologico sull’idrogeno, di comunità energetiche, di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e energy storage”.

Giacomo Cao, amministratore unico di Crs4, auspica “la creazione di un distretto dell’energia in Sardegna dove il Crs4 potrà mettere a disposizione le sue competenze nel campo delle tecnologie Fer (eolico e solare a concentrazione), sistemi di accumulo, Ccu – Carbon Capture and Utilisation, Power to Gas, produzione di idrogeno verde e smart grids”.

La visione e i progetti dell’Università di Cagliari vengono proposti nei contributi dei professori Aldo Muntoni, Alfonso DamianoGiorgio Cau: “La gestione dell’energia ha un ruolo chiave nella transizione energetica. Per una gestione razionale delle fonti rinnovabili non programmabili occorre integrare impianti rinnovabili di produzione con sistemi di accumulo. E l’idrogeno è un mezzo di accumulo energetico di lunga conservazione. Un vettore energetico pulito e versatile”.

Il ruolo della scienza del clima a supporto della transizione energetica viene illustrato dalla professoressa Donatella Spano dell’Università di Sassari: “La mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici sono due approcci complementari. Il cambiamento imposto dalla transizione richiede il giusto bilanciamento fra comunità scientifica e decisori politici e richiede interventi ritagliati sulle specificità dei territori. La comunità scientifica sul clima aiuta a valutare impatti e rischi associati ai processi di transizione in corso, definendo piani strategici di adattamento ai cambiamenti climatici”. Malgorzata Gawronska, ricercatrice di Sardegna Ricerche, spiega come nella transizione energetica il focus vada spostato dalla produzione alla gestione intelligente dell’energia. Mauro Mureddu, ricercatore Sotacarbo, illustra i progetti in corso nel Centro ricerche di Carbonia sui combustibili verdi, alcuni dei quali già oggetto di brevetto.

La sessione dedicata ai progetti industriali, stimolata dai sempre arguti interventi del moderatore professor Sergio Garribba, viene aperta da Mario Marchionna (Saipem), che illustra i piani dell’azienda nell’eolico offshore, nell’eolico flottante e nel solare flottante. Mauro Natalini (Imi Remosa) parla della pilot smart green factory di Cagliari, della grande crescita dell’azienda e della realizzazione della nuova sede di Macchiareddu. Ruggero Bimbatti (Italgas) illustra il progetto in corso di realizzazione a Sestu, dove entro la fine del 2022 verrà avviato un impianto Power to Hydrogen che produrrà circa 300 kg al giorno di idrogeno, da immettere in rete come blending col metano (per il settore residenziale e l’industria casearia) o puro (trasporti). Un intervento che evidenzia la necessità di testare vari blend e quindi la necessità di una sinergia tra ricerca e industria.

Luca Baraccani e Giovanni Sanna (Matrica) descrivono i  prodotti a basso impatto ambientale della bioraffineria di Porto Torres. Il progetto congiunto Arst-Sotacarbo – per mettere a punto e testare, inizialmente nel Sulcis, degli autobus di linea (prototipi) alimentati con e-fuels, viene spiegato da Paolo Diana, direttore trasporto ferroviario Arst, e Alberto Pettinau, responsabile di ricerca e sviluppo Sotacarbo. La sessione si chiude con Fabrizio Pisanu che illustra i piani di riconversione della Carbosulcis in chiave di economia circolare.

La sessione finale è dedicata all’efficienza energetica. Che nella transizione ecologica è complementare a qualunque forma di produzione di energia rinnovabile. La Renovation wave strategy viene citata da Carlo Atzeni e Giuseppe Desogus (Università di Cagliari), che mettono in luce come negli ultimi anni gli investimenti sul rinnovo degli edifici superano gli investimenti in nuove costruzioni e in questo trend è centrale l’efficientamento energetico.

Filippo De Rossi, consigliere del ministro dell’Università e Ricerca per il Piano nazionale della ricerca (Pnr), spiega l’evoluzione legislativa in questo campo, con particolare riferimento alla prestazione energetica degli edifici prevista dalla legge 10/91. Forti perplessità sul funzionamento dei “certificati bianchi” sono state espresse da Livio De Santoli, presidente dell’Associazione termotecnica italiana (Ati): “La contrazione degli investimenti è evidente. E anche i titoli di efficienza energetica si sono dimezzati. Dobbiamo chiederci se possiamo ancora considerarli una misura efficace”. I lavori vengono chiusi da Caterina Frau, responsabile del programma di efficienza energetica della Sotacarbo, che illustra sia il lavoro di efficientamento realizzato nel Centro ricerche che ospita il workshop che il progetto, portato avanti con Anna Carmela Violante e Raniero Trinchieri dell’Enea, della creazione di una comunità energetica nell’intera area della Grande miniera di Serbariu. ELoria