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Un piano europeo per l’idrogeno

Questo oggi è l’idrogeno in Europa: un vettore energetico cruciale che permetterà, in aggiunta all’elettrificazione e in combinazione alla diffusione delle fonti rinnovabili, la sostituzione di carbone, petrolio e gas in diversi settori produttivi dell’intero continente.

Al momento il mercato dell’idrogeno è limitato a poche applicazioni industriali ma l’Europa presenta condizioni uniche per facilitarne la diffusione e diventare leader mondiale nella sua produzione. Inoltre dispone di un’ampia infrastruttura del gas esistente, che può essere utilizzata per trasportare miscele di idrogeno e successivamente convertita per trasportare idrogeno puro (o per lo meno combustibili rinnovabili da esso derivati). Ma l’Europa non è la sola a correre questa gara: altri paesi hanno grandi ambizioni e il rapido sviluppo di un mercato interno diventa cruciale per consolidare la competitività tecnologica e industriale dell’Ue in questo settore.

L’8 luglio 2020, insieme alla Strategia sull’integrazione del sistema energetico, la Commissione europea ha pubblicato la Strategia sull’idrogeno per un’Europa climaticamente neutra, nell’ambito delle misure per realizzare il Green Deal europeo. Il piano prevede l’obiettivo di installare almeno 6 GW di capacità di elettrolisi e produrre un milione di tonnellate di idrogeno entro il 2024, per arrivare rispettivamente a 40 GW e 10 milioni di tonnellate nel 2030.

Il ruolo chiave attribuito all’idrogeno nella strategia di riduzione dell’impronta di CO2 richiede un quadro normativo dedicato. Da qui la proposta di associazioni come Hydrogen Europe di un “Piano sull’idrogeno”, per agevolare il funzionamento del mercato, sia dal lato della produzione che della domanda, compresa la promozione di acciaio pulito e ammoniaca.

Avranno una funzione rilevante anche le tecnologie per la produzione di idrogeno rinnovabile o a basse emissioni di carbonio, che dovranno essere in grado di offrire alte prestazioni e la capacità di abbattere oltre il 90% delle emissioni di gas serra. Diventerà inoltre fondamentale stabilire una metodologia comune di calcolo delle emissioni dell’intero ciclo di vita dell’idrogeno rinnovabile e di quello a basse emissioni di carbonio, nonché indici condivisi di sostenibilità in linea con i principi dell’economia circolare. Tale metodologia costituirà la base per i programmi di finanziamento dell’Unione europea per tutti i vettori energetici, compresi i progetti legati all’idrogeno e al suo sviluppo commerciale. Uno schema di certificazione tracciabile, negoziabile, trasparente e affidabile diventa fondamentale per accrescere le potenzialità dell’idrogeno nella transizione energetica appena avviata. AMasili