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La via svedese verso l’acciaio verde

Luleå (Svezia). Photo credit: Bengt A. Lundberg

Un primato poco invidiabile. Il settore industriale produce circa un quarto (24.2%) delle emissioni globali di CO2, più del settore agricolo (18.4), dell’edilizia (17.5) e dei trasporti (16.2). All’interno del comparto più problematico, il più grande emettitore di CO2 è l’industria siderurgica che, secondo l’Industrial deep decarbonization initiative (Iddi), da sola produce il 7-8% delle emissioni globali.

Un mondo senza acciaio non è all’orizzonte. Questo spiega l’attenzione dedicata nel Green Deal dall’Unione europea all’industria siderurgica, per favorire la riduzione delle emissioni grazie all’introduzione dell’idrogeno generato da energia rinnovabile nei processi produttivi dell’acciaio. Il prodotto finale sarà quello che già è stato ribattezzato green steel, acciaio verde.

Tra i paesi europei l’avanguardia in questo settore è rappresentata dalla Svezia. Con due progetti particolarmente ambiziosi. Il primo è l’impianto pilota Hybrit di Luleå, che mette insieme Ssab, Lkab e Vattenfall, rispettivamente produttori di acciaio, di minerale di ferro e di energia elettrica.

Obiettivo della joint venture è la realizzazione entro il 2026 di un impianto dimostrativo per rimuovere i combustibili fossili dal processo di produzione dell’acciaio. L’impianto produrrà inizialmente 1,3 milioni di tonnellate di spugna di ferro fino a 2,7 milioni di tonnellate entro il 2030.

Dal punto di vista tecnologico una delle sfide principali del progetto Hybrit è il preriscaldamento di grandi quantità di idrogeno. Riuscire a riscaldare il gas con elettricità prodotta da fonti rinnovabili elimina dal ciclo produttivo le emissioni di CO2 prodotte dai combustibili fossili utilizzati per il riscaldamento. La messa a punto di questo processo sarà decisiva per il successo di Hybrit. Ssab ha inoltre firmato un accordo di collaborazione con la casa automobilistica Volvo per la produzione dei primi veicoli al mondo realizzati con componentistica fossil-free, grazie all’acciaio prodotto dall’idrogeno.

H2 Green Steel (H2gs) è il secondo progetto. Verrà realizzato a Boden, nella Svezia settentrionale, da parte del consorzio omonimo, che annovera tra i partner Mercedes, Scania, Exor, il gruppo Sms e altri. L’obiettivo è utilizzare l’idrogeno verde per ridurre l’utilizzo di ferro nella produzione di acciaio. “Vogliamo accelerare la trasformazione dell’industria siderurgica europea. Nei trasporti l’elettrificazione è stato il primo passo per ridurre le emissioni di anidride carbonica, il prossimo sarà la realizzazione dei veicoli in acciaio di altà qualità prodotto senza utilizzare combustibili fossili” è la previsione del presidente del gruppo H2gs Carl-Erik Lagercrantz.
La produzione su scala dimostrativa dovrebbe iniziare già nel 2024 e con l’obiettivo di arrivare entro il 2030 a una produzione commerciale di cinque milioni di tonnellate all’anno di acciaio a emissioni zero. AMasili