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Earth overshoot day 2021 e lo sviluppo insostenibile

Country-Overshoot-Days-2021. Photo credit: Global Footprint Network

Sempre prima. Il giorno di sovrasfruttamento della terra – la data in cui l’umanità ha utilizzato tutte le risorse naturali che il nostro pianeta può rigenerare – quest’anno cadrà il 29 luglio. Non è record ma quasi. Resiste il primato negativo del 25 luglio 2018, ma è evidente il brusco ritorno al passato, dopo l’illusoria parentesi dello scorso anno, quando l’Earth overshoot day era arrivato il 22 agosto. Una variazione in controtendenza, provocata dalla pandemia e dal calo delle emissioni di CO2 causato dalla riduzione temporanea di trasporti e attività produttive.

Il gruppo di ricerca Global footprint network calcola ogni anno il giorno in cui abbiamo esaurito la nostra quota annuale di risorse. Nel 1970, anno della prima rilevazione, era il 30 dicembre, in 51 anni siamo arrivati a fine luglio. Non è un problema di calendario ma di risorse: l’umanità sta attualmente utilizzando il 74% in più di ciò che gli ecosistemi del pianeta possono rigenerare. Per essere in pareggio servirebbero quasi due pianeti: 1,7. Questi numeri delineano un quadro di insostenibilità e di squilibrio, che diventa ancora più chiaro quando dalla media globale passiamo al dettaglio delle singole nazioni, che mette in evidenza come poche divorino le risorse di tante. L’esempio più evidente sono gli Usa (cui servirebbero cinque pianeti per mantenere gli standard a quali sono abituati i propri cittadini), l’Australia (4,6), la Russia (3,4). Per l’Italia quest’anno le risorse sono state esaurite il 13 maggio e il nostro modello di vita, se venisse replicato su scala globale, richiederebbe quasi tre pianeti (2.8). In questa speciale graduatoria dello sviluppo insostenibile nessuno fa peggio del Qatar (in debito di risorse dal 9 febbraio) e meglio dell’Indonesia (18 dicembre).

Il calcolo dell’Overshoot day si basa sui dati sulle emissioni di CO2 raccolti dell’Agenzia internazionale per l’energia (Iea) e sui dati sul sequestro del carbonio negli oceani del Global Carbon Project (Gcp). Dai risultati globali si stima un aumento del 6,6% dell’impronta di carbonio per il 2021 rispetto all’anno precedente. Il secondo cambiamento degno di nota è il calo dello 0,5% della biocapacità forestale globale, in gran parte dovuto alla deforestazione in Amazzonia: solo in Brasile 1,1 milioni di ettari persi nel 2020. Le stime per il 2021 prevedono un aumento del 43% della deforestazione rispetto all’anno precedente.

Uno degli obiettivi  dell’Earth overshoot day è anche ricordare che la generazione attuale sta prendendo in prestito le risorse naturali che dovrebbero essere godute dalle generazioni future. Un livello così alto di domanda esercita un’enorme pressione ecologica sul nostro pianeta. Si prevede che la domanda di cibo, acqua ed energia raddoppierà rispetto ai periodi precedenti.

Secondo il Global footprint network, per invertire la tendenza al consumo delle risorse naturali, occorre trovare soluzioni sostenibili nelle cinque principali aree: citta, energia, alimentazione, pianeta e popolazione. Temi che saranno al centro del dibattito della prossima Conferenza delle parti sul cambiamento climatico (Cop), in programma in autunno in Scozia. Il professor Jaime Toney, direttore del Centro per le soluzioni sostenibili dell’Università di Glasgow, sottolinea l’importanza dell’evento per stimolare un cambio di marcia, innanzitutto nei grandi centri abitati: “Le città sono laboratori viventi ideali per l’innovazione sociale e ambientale, offrendo un apprendimento significativo per creare soluzioni e trasformazioni nel mondo reale. E le università hanno l’obbligo di agire in collaborazione con le città che le ospitano per accelerare il progresso verso un futuro giusto e sostenibile. Stiamo lavorando con un approccio basato sulle persone e sui luoghi, sostenendo un cambiamento positivo per città resistenti al cambiamento climatico la cui eredità duri oltre la Cop26”. AMasili