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Horizon Europe: la ricerca europea nei prossimi 7 anni

Horizon Europe official logo. Photo credit: EUFRI

A seguito dell’accordo raggiunto lo scorso dicembre, la presidenza portoghese del Consiglio dell’Unione Europea, in collaborazione con la Commissione, ha lanciato il programma quadro per la ricerca e l’innovazione Horizon Europe.

Il programma, la cui prima bozza era datata giugno 2018, ha come periodo di riferimento il 2021-2027 e ha come obiettivo generare un impatto scientifico, tecnologico, economico e sociale della ricerca scientifica e dell’innovazione in Europa.

La dotazione finanziaria complessiva del prossimo programma quadro comunitario per la ricerca e l’innovazione è pari a 95,5 miliardi di euro – un aumento significativo (+24%) rispetto ai 77 miliardi di Horizon 2020.

Horizon Europe rappresenta un’evoluzione del precedente programma quadro, con molti elementi di continuità ma anche diverse novità, soprattutto relative al terzo pilastro. La struttura ricorda appunto quella dell’Horizon 2020: tre pilastri, azioni e interventi trasversali.

Tra le principali novità:

  • Maggiore sostegno alle innovazioni che abbiano il potenziale di creare nuovi mercati;
  • Introduzione delle “missions” per individuare soluzioni tangibili per il cittadino in risposta a problemi in specifiche aree di intervento;
  • Sostegno alla creazione di ecosistemi di innovazione per favorire lo scambio di buone pratiche e di informazioni, in un ambiente “open science” non solo nel settore specifico ma anche a favore del cittadino;
  • Maggiore apertura a nuovi paesi industrializzati per la cooperazione internazionale;
  • Razionalizzazione dei finanziamenti per evitarne la duplicazione, favorendo la complementarietà delle iniziative di sostegno alla ricerca.

Figura: da APRE – https://www.apre.it/

Il primo pilastro è Excellent science, a sostegno delle persone di talento e delle aziende innovative a migliorare la competitività europee. Ha subito poche variazioni rispetto al precedente programma quadro e prevede le azioni European Research Council (sostegno alla ricerca di frontiera indirizzato al ricercatore individuale e dai loro gruppi  che costituiscono l’eccellenza nel settore di attività), Marie Skłodowska-Curie (sostegno alla formazione di ricercatori giovani ed esperti con periodi di tirocinio un altro paese o nel settore privato), Research infrastructures (sostegno alle infrastrutture di ricerca di livello mondiale e loro interconnesse per favorire la diffusione delle conoscenze).

Il secondo pilastro, Global challenges and European industrial competitiveness, è il più ricco (con una dotazione di 53,5 miliardi) e prevede azioni orientate a rafforzare l’impatto della ricerca e della innovazione. Attraverso un approccio dall’alto verso il basso, il secondo pilastro mette in primo piano la collaborazione tra la ricerca e l’industria per dare una risposta alle priorità politiche definite dalla Commissione Europea. Si articola in sei poli tematici o cluster: Health, Culture, Creativity and Inclusive Society, Civil Security for Society, Digital, Industry and Space, Climate, Energy and Mobility, Food, Bioeconomy, Natural Resources, Agricolture and Environmental.

Tra i diversi cluster il numero cinque, Climate, Energy e Mobility rappresenta un elemento di novità perché ingloba e accorpa tre sfide sociali rispetto al precedente programma. Con questa scelta si cerca di favorire la creazione di un’unica comunità di ricerca e innovazione, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050, abbattendo le emissioni di gas effetto serra da parte dei settori energia e mobilità. Le azioni che saranno finanziate sosterranno le politiche del green deal europeo, l’attuazione dell’accordo di Parigi, European Economic Recovery plan e altre priorità dell’Unione Europea nei settori clima energia e mobilità sulla scia di una visione strategica della Commissione Europea Clean Planet for all.

Le aree di intervento per il cluster numero cinque riguardano: scienza e soluzioni climatiche, sistemi energetici e reti, comunità e città, competitività industriale nei trasporti, mobilità intelligente, approvvigionamento energetico, edifici e strutture industriali in transizione energetica, trasporti e mobilità puliti sicuri e accessibili, immagazzinamento energetico.

Nel secondo pilastro troviamo le “missions”, altra novità introdotta da Horizon Europe: adattamento ai cambiamenti climatici, lotta al cancro, tutela del sistema delle acque, città intelligenti e climaticamente neutre, prodotti alimentari e salute del suolo. Un insieme di azioni interdisciplinari di ricerca e innovazione con un impatto sulla società e sulla elaborazione delle politiche energetiche, ambientali e sociali. L’obiettivo è quello di collegare ricerca e innovazione alla società e ai bisogni dei cittadini.

All’interno del secondo pilastro vanno ad inserirsi anche i partenariati di ricerca e innovazione: sono delle forme di cooperazione tra Commissione Europea, Stati Membri e industria volti a combinare conoscenze e fondi (pubblici e privati) attraverso la creazione di strumenti per la gestione di iniziative e programmi di finanziamento per la ricerca e innovazione.

Innovative Europe rappresenta il terzo pilastro e la novità principale di Horizon Europe. Obiettivo principale: favorire la trasformazione della conoscenza in innovazione e valore, portare sul mercato le aziende con il più alto potenziale innovativo, con strumenti diversi a seconda dei diversi soggetti coinvolti e degli stadi di sviluppo della ricerca e della innovazione.

Da sottolineare la parte trasversale del programma, comune a tutti i pilastri: Widening participation and strengthening the European research area. Una parte strategica, dedicata alle azioni di ampliamento e al rafforzamento dello spazio europeo della ricerca. Nei prossimi mesi le prime call del nuovo programma di ricerca. AMadeddu