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Energia da microalghe: arrivano i risultati

wikimedia commons: CSIRO_ScienceImage_10697_Microalgae

Le microalghe, oggi principalmente commercializzate come integratori alimentari, hanno un enorme potenziale di sviluppo anche come fonte energetica. Questo grazie alla rapida crescita e alla possibilità di essere coltivate intensivamente anche in acque reflue, senza occupare terreni coltivabili come altre biomasse.  Lo sfruttamento energetico delle microalghe rappresenta una delle soluzioni più promettenti, considerando l’obiettivo dell’Unione europea di annullare le emissioni nette di CO2 entro il 2050.

Il loro impiego come combustibili in processi di combustione, pirolisi e gassificazione finalizzati alla produzione di energia elettrica rinnovabile e biocombustibili richiede tuttavia un notevole sviluppo tecnologico, che non può prescindere da un’analisi approfondita dei meccanismi di reazione e dei processi di conversione termochimica.

L’analisi termogravimetrica rappresenta la strada maestra per questo tipo di caratterizzazione. Perché consente di studiare a fondo il comportamento cinetico dei combustibili, impiegando apparecchiature sofisticate ma con costi di esercizio trascurabili. Uno studio approfondito di questi fenomeni è stato condotto da Sotacarbo in collaborazione con la Heriot-Watt University di Edimburgo (Regno Unito) e l’istituto Imdea Energy di Madrid (Spagna). I risultati, molto promettenti, sono stati appena pubblicati dalla prestigiosa rivista scientifica internazionale “Energy“.


Analizzatore TGA per la caratterizzazione termica delle microalghe

Abbiamo studiato due tipologie specifiche di microalghe, la Nannochloropsis e la Tetraselmis, particolarmente promettenti per le applicazioni di tipo energetico, attraverso un’ampia analisi sperimentale per valutare l’efficacia di numerose soluzioni tecnologiche”, dice Federica Dessì, ricercatrice Sotacarbo e prima autrice dello studio. “Alla procedura di analisi tradizionale abbiamo applicato un metodo innovativo per l’elaborazione dei dati, che ha consentito di approfondire alcuni aspetti specifici del processo, tra cui il meccanismo di reazione”, fa eco Mauro Mureddu, ricercatore Sotacarbo e co-autore del lavoro.

L’analisi sperimentale, effettuata presso i laboratori del Centro Ricerche Sotacarbo nell’ambito del progetto “Centro di Eccellenza sull’Energia Pulita” finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna, conferma il potenziale di impiego delle due microalghe analizzate come fonti energetiche rinnovabili, fornendo risultati utili allo sviluppo di tecnologie apposite di combustione (con aria o con ossigeno), di pirolisi e di gassificazione. APettinau