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Il World Energy Outlook 2020 incorona il re Sole

“Una bassa crescita globale riduce le emissioni ma soprattutto impoverisce i più deboli. Non è una soluzione a lungo termine per l’economia né per la società”. Nel presentare il World Energy Outlook 2020 il direttore dell’Agenzia internazionale dell’Energia Fatih Birol ha spiegato come i dati dell’ultimo anno, influenzati dalla pandemia, non indicano un trend né una risposta alla crisi economica e alle incertezze del settore energetico.

La crisi in corso può invece essere l’occasione per pensare a come risolvere problemi già esistenti. “Solo rapidi cambiamenti strutturali nel modo in cui produciamo e consumiamo l’energia possono interrompere davvero, in modo definitivo, la crescita delle emissioni. I governi hanno la responsabilità ma anche i mezzi per farlo”.

Il rapporto 2020 centra l’attenzione sui prossimi dieci anni e ipotizza quattro scenari. Tutti basati sulla forte crescita delle fonti rinnovabili – in particolare del solare, definito da Birol il prossimo re del mercato dell’energia. Il primo scenario, chiamato “Steps” (da Stated Policies), ipotizza una pandemia sotto controllo già nel 2021 e un rapido ritorno dell’economia globale ai livelli pre-Covid-19. Nel secondo, “Drs” (Delayed Recovery), l’uscita dalla crisi è ritardata e i danni sull’economia più profondi. Lo sviluppo sostenibile, “Sds” (Sustainable Development), è il terzo: la crescita delle politiche di sostegno alla produzione di “energia pulita” dovrebbe portare all’azzeramento delle emissioni entro il 2070. Zero Emissioni entro il 2050 è il nome e lo obiettivo dell’ultimo scenario: “NZE2050”. Più ambizioso rispetto al terzo, grazie all’impegno di un maggior numero di paesi per raggiungere con vent’anni di anticipo il traguardo delle emissioni zero. E nel report vengono indicati i passi da fare nel prossimo decennio per non compromettere sul nascere la prospettiva più rosea.

World Energy Outlook 2020 - IEA

World Energy Outlook 2020 – IEA