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Ccus: ora o mai più

Fatih Birol, direttore esecutivo IEA

“Al momento c’è una combinazione unica, che ci offre almeno quattro buone ragioni per essere ottimisti”. Nel presentare il nuovo report “Ccus in Clean Energy Transitions”, il direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’Energia (Iea) Fatih Birol motiva la rinnovata fiducia sulle tecnologie di cattura, confinamento e utilizzo della CO2, che finora hanno stentato a decollare. “A differenza del passato possono beneficiare di condizioni inedite, ideali per poter prender piede su larga scala. La prima è il costo sempre più basso dell’energia solare, che in molti paesi è ormai la fonte di energia più economica. Poi i bassissimi tassi di interesse, che favoriscono gli investimenti. Terzo elemento è la preoccupazione di molti governi per il cambiamento climatico, diventato finalmente una priorità. Infine, il coinvolgimento dell’industria, anche di quella petrolifera, nella transizione energetica”.

Fattori che hanno determinato nell’ultimo biennio l’avvio di una trentina di nuovi progetti basati su queste tecnologie. Non pochi se si pensa che, in tutto il mondo, dal 1987 a oggi, solo una ventina sono entrati in fase operativa. Non sono la risposta a tutti i problemi ma, secondo Birol, le Ccus possono avere un ruolo più cruciale di altre nella lotta al cambiamento climatico: “Sono le uniche in grado di intervenire in modo decisivo sulle centrali esistenti, che se abbandonate a se stesse finirebbero per vanificare tutti gli sforzi e i miglioramenti legati alla diffusione delle rinnovabili. Al momento le Ccus sono anche la miglior piattaforma sia per la produzione di idrogeno low carbon, che per la rimozione della CO2 in atmosfera”.

Alla richiesta di commento sui recenti investimenti dell’Arabia Saudita nelle Ccus il direttore esecutivo Iea è esplicito: “E’ un primo passo, certamente benvenuto. Ma bisogna vedere se può bastare a ridurre le loro emissioni. Noi ci occupiamo di energia e l’energia è una cosa buona, da qualunque fonte provenga, non abbiamo preclusioni. Quel che non va bene sono le emissioni. Perché il mondo diventi ‘carbon neutral’ entro il 2050, per produrre energia a emissioni zero, le Ccus devono diventare commercialmente percorribili entro questo decennio”. GS