Corpo Pagina

Meno demolizioni, più recupero e la CO2 cala

Per recuperare l’investimento iniziale di CO2 emessa per la costruzione, bisogna allungare la vita degli edifici: meno demolizioni e nuove costruzioni, più recupero dell’esistente. Questa dovrebbe essere la nuova direzione.

Alla base del possibile cambio di rotta, l’evidenza che ridurre la produzione di calcestruzzo avrebbe un impatto positivo sulla riduzione delle emissioni di CO2. Il calcestruzzo è il materiale prodotto dall’uomo più utilizzato al mondo, con componenti caratterizzati da una pesante impronta ecologica: sabbia o ghiaia, acqua (la risorsa più sfruttata del pianeta) e cemento (ogni anno ne vengono prodotti oltre 4 miliardi di tonnellate, che determinano circa l’8% delle emissioni globali di CO2, secondo un recente studio della Chatham House). La campagna “Retro first”, avviata lo scorso anno nel Regno Unito dall’Architect Journal, riprende vigore grazie alla prima apertura al riesame dell’attuale sistema di incentivi ideato dal governo britannico a sostegno di demolizioni e ricostruzioni.

L’argomento chiave alla base della campagna è lo scarto tra le emissioni prodotte per riscaldare o raffreddare un edificio esistente e quelle necessarie per la sua ricostruzione da zero. Nell’intera esistenza di un edificio, secondo uno studio della Royal Institute of Chartered Surveyors, circa un terzo delle emissioni viene prodotto durante la sua costruzione, percentuale che supera la metà nel caso dell’edilizia residenziale, prima ancora che gli appartamenti vengano abitati. Per recuperare l’investimento iniziale in termini di CO2 emessa (sia esso il 33% o il 51%) è necessario allungare la vita dell’edificio non ridurla per ricaricare tale fardello sulla nuova costruzione.

Lo strumento su cui la campagna dell’Architects’ Journal mira a far leva per invertire la rotta è invertire i destinatari della tassazione agevolata, attualmente riconosciuta a chi ricostruisce anziché a chi recupera. Crociata solo agli inizi, tutt’altro che vinta ma che ha il merito di aver almeno aperto il dibattito e offerto una prospettiva diversa.