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Banche, energia e centrali: chi finanzia e perché

Questo rapporto è l’aggiornamento di quello pubblicato nel 2017 dall’IEA Clean Coal Centre (IEACCC) dal titolo International finance for coal-fired power plants-CCC277″ (Baruya, 2017).

Lo scopo principale dello studio, che riporta i dati aggiornati relativi al periodo 2015-17, è fornire informazioni sulle recenti tendenze di finanziamento nell’industria del carbone a livello mondiale. L’analisi, effettuata con riferimento alle fonti di finanziamento impiegate in diversi settori e regioni, mette in luce che l’entità dei finanziamenti stanziati ha subito, nel periodo in oggetto, un decremento del 9 %, scendendo da $ 152 miliardi a $ 139 miliardi.

Le variazioni annuali sono state irregolari e non hanno riguardato tutti i settori allo stesso modo. Si pensi ad esempio che i finanziamenti a favore delle attività estrattive nelle miniere di carbone sono aumentati, mentre sono diminuiti quelli destinati alle centrali elettriche a carbone. Geograficamente, il confronto diretto, anche se non di facile interpretazione, è tra istituti bancari occidentali e asiatici. Ma è comunque netto il divario tra il denaro stanziato per supportare le attività di miniera e quelle invece di produzione di energia elettrica da carbone. L’incoerenza di fondo legata a questo dato di fatto rende difficile trarre conclusioni definitive sul futuro a lungo termine del carbone. Inoltre, nel periodo che intercorre tra lo svolgimento di questa analisi (ossia il primo trimestre del 2019) e la sua pubblicazione (ottobre 2019), è stata avviata l’eliminazione graduale del carbone in Germania e sono cambiati gli approcci sia del governo giapponese che della Banca africana di sviluppo, sui prestiti a supporto dei progetti nel settore del carbone. Un insieme di fattori che potrebbe offrire chiavi di lettura differenti dei dati raccolti.

Dal report emergono due affermazioni contrastanti sul futuro del carbone:

  1. il carbone è in declino a causa delle pressioni politiche, legali, normative e di mercato e delle preoccupazioni legate ai cambiamenti climatici, aumentate dalla crescente competitività delle energie rinnovabili;
  2. il carbone continuerà a svolgere un ruolo significativo nel soddisfare il fabbisogno energetico globale e in particolare nei paesi dell’est europeo, in Asia e nell’Africa meridionale.

Le tendenze di finanziamento nel settore del carbone tra il 2014 e il 2017 sono riassunte nella Tabella 1.

Tabella 1. Fonti dettagliate di investimento (US$ Millions), (BARUYA, 2017, NRDC, 2018, RAN, 2018, IEA, 2016, 2017, 2018c)

Si evidenzia che:

  • i finanziamenti da parte delle 20 principali banche mondiali sono aumentati tra il 2014 e il 2017. Quasi il 63% del finanziamento totale proviene dalle maggiori banche asiatiche mentre i prestiti delle principali banche occidentali per le centrali elettriche a carbone sono aumentati del 32%;
  • il finanziamento complessivo, come già posto in evidenza, è diminuito tra il 2014 e il 2017 di circa il 9%. Questo si è verificato principalmente per via del calo di quasi il 20% degli investimenti nelle centrali a carbone. Di contro, gli investimenti nell’industria mineraria sono aumentati del 3%, esclusivamente grazie a fonti classificabili come “altri finanziamenti”;
  • la voce “altri finanziamenti”, rappresentata dai prestiti da parte di piccole banche, da liquidità proprie del settore privato e iniezioni di capitale dai governi alle imprese statali, costituisce il 60% nel settore carbonifero, in particolare l’82% del finanziamento complessivo per l’estrazione del carbone e il 29% messo a disposizione per le centrali elettriche a carbone;
  • il finanziamento attraverso istituzioni finanziarie pubbliche (PFI) è aumentato ed è probabile che continui ad aumentare. Le PFI, comprese le agenzie di credito all’esportazione, hanno aumentato i loro prestiti tra il 2014 e il 2017. Cina, Giappone e Corea del Sud sono i principali finanziatori di questa espansione. I maggiori beneficiari sono l’Indonesia, il Vietnam e il Bangladesh, ma sono inclusi anche il Sudafrica e il Marocco. Il finanziamento PFI è considerato un mezzo che consente alle banche commerciali e ai produttori di apparecchiature originali, di ridurre la loro esposizione al rischio e quindi di massimizzare gli utili;
  • i finanziamenti delle banche multilaterali sono ora trascurabili, ma c’è un rinnovato interesse a concedere prestiti a progetti nel settore del carbone.

L’adozione dell’Accordo di Parigi ha messo in luce l’aspirazione politica a un approccio coordinato a livello globale per affrontare il cambiamento climatico, limitando lo sviluppo dei combustibili fossili ed espandendo gli investimenti nelle energie rinnovabili. In Europa dodici paesi, tra cui Regno Unito, Francia e Italia, hanno reso noti i loro impegni per l’eliminazione graduale del carbone.

Altre proiezioni (figura 1) evidenziano invece come la futura domanda di carbone non sia in calo, ma piuttosto stabile e con un ruolo sicuro nel mix energetico globale. Ci sono diverse ragioni per cui i paesi stanno ancora investendo nel carbone e per cui tali investimenti sono destinati a crescere in Europa orientale, Asia e Africa meridionale.

Figura 1. Proiezioni sulla domanda (o richiesta) di carbone nel 2000, 2017 e 2023 (IEA, 2018a)

Gli investimenti nel settore del carbone sono fortemente dipendenti dai mercati energetici, che attualmente fanno ricorso anche ad altre fonti come le rinnovabili. Inoltre risentono delle imposte (carbon tax) e degli incentivi a favore delle rinnovabili ma anche della diffidenza delle banche nei confronti di attività che richiedono investimenti comunque ingenti.

Lo studio si conclude constatando che l’arco di tempo analizzato è troppo breve e servirebbe un monitoraggio degli investimenti a lungo termine per dimostrare come effettivamente gli schemi di finanziamento nel settore del carbone siano cambiati in modo permanente. FDessì

CCC/298

Novembre 2019 

Muhammad Uddin, Dr Paul Zakkour and Paul Lewington