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Parte Eccselerate: rete europea di laboratori di eccellenza sulle CCUS

Le tecnologie di separazione, riutilizzo e confinamento della CO2 (CCUS, carbon capture, utilization and storage) sono considerate dalla comunità scientifica internazionale come uno dei mezzi essenziali per contenere entro 1.5 °C il riscaldamento globale del pianeta entro la fine del secolo. Secondo le ultime valutazioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA, International Energy Agency), la loro applicazione è indispensabile per annullare le emissioni di CO2 entro i prossimi 50 anni, con un’incidenza del 9% nel settore della generazione elettrica e del 21% nel settore industriale.

Lo sviluppo di queste tecnologie è uno degli obiettivi principali della ricerca in Europa, che ha messo su diverse iniziative per promuovere lo sviluppo tecnologico in questo settore. A tal fine, nel giugno 2017, grazie a un accordo (ERIC, European Research Infrastructure Consortium) tra i governi di Italia, Francia, Olanda, Regno Unito e Norvegia, è stata istituita la rete permanente di infrastrutture di ricerca ECCSEL (the European Carbon Dioxide Capture and Storage Laboratory Infrastructure). Si tratta di ben 77 laboratori e apparecchiature sperimentali di eccellenza per la ricerca sulle tecnologie CCUS, distribuiti tra venti soggetti – tra università e istituti di ricerca – e organizzati in un’unica struttura internazionale, con sede legale nella città norvegese di Trondheim, che ne gestisce gli accessi e ne promuove il potenziamento. L’Italia partecipa con OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, che rappresenta il nodo nazionale all’interno della rete) e Sotacarbo, al quale negli ultimi anni si sono aggiunti Enea, Università di Bologna e, più di recente, il Leap (Laboratorio Energia e Ambiente Piacenza).

Il 1 gennaio 2020 è stato avviato il progetto triennale ECCSELERATE, finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Horizon2020. Con un budget di circa 3,5 milioni di euro, il progetto è finalizzato all’ulteriore potenziamento e alla promozione dell’infrastruttura internazionale, con fondi destinati tra l’altro al finanziamento degli accessi alle infrastrutture (i cosiddetti “transnational access”) nell’ambito di collaborazioni internazionali.

Sotacarbo, partner del progetto, mette a disposizione del consorzio diverse apparecchiature, quali l’impianto sperimentale per l’assorbimento della CO2 con solventi chimici, il laboratorio di riduzione fotoelettrochimica della CO2 e l’impianto di conversione della CO2 in combustibili liquidi. E a questi si aggiungerà presto il Sotacarbo Fault Lab, laboratorio sperimentale per lo sviluppo di sistemi avanzati di monitoraggio per le applicazioni CCUS. APettinau