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Riqualificazione energetica intelligente per Carbonia

Il miglioramento dell’efficienza energetica del patrimonio edificato esistente è un passaggio chiave nella transizione verso un modello di sviluppo più sostenibile. L’edilizia abitativa è responsabile di circa il 40% delle emissioni di gas serra e di circa il 25% degli usi finali energetici nell’Europa dei 28. In Italia oltre un terzo degli usi finali di energia è imputabile al settore civile: la climatizzazione e la produzione di acqua calda sanitaria rappresentano circa il 22% del consumo primario del Paese per il quale, nonostante l’applicazione di sistemi sempre più efficienti, si prevede un’ulteriore crescita dovuta alla maggiore diffusione dei sistemi di climatizzazione estiva.

Il rapido sviluppo di tecnologie più raffinate e performanti rende possibile la realizzazione di Edifici ad Energia quasi Zero (cosiddetti nZEB) o perfino a bilancio energetico positivo (Positive Energy Building); tuttavia il livello di penetrazione di queste tecnologie nel mercato del recupero e della rifunzionalizzazione del patrimonio esistente è ancora limitato. Infatti, nonostante i progressi registrati negli ultimi anni, grazie ai meccanismi di incentivazione, il parco edilizio italiano ed europeo è ancora caratterizzato da consumi energetici molto elevati, legati all’aumento degli stili di consumo e alla scarsa efficienza della quasi totalità degli edifici. Secondo i dati Istat del 2011, circa il 65% del patrimonio edilizio è stato realizzato prima del 1976, oltre l’85% degli edifici è precedente al 1991, anno di entrata in vigore della prima legge efficace sul tema, e solo il 3% è successivo al 2005 e perciò può essere considerato coerente con i moderni requisiti di efficienza dettati dalle direttive europee.

Sotacarbo, forte dell’esperienza maturata negli anni scorsi nel settore energetico, in collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari (DICAAR, DIMCM, DIEE), è promotrice del progetto di ricerca “Abaco Geografico SMART per il recupero ed efficientamento energetico del patrimonio edilizio urbano”, che si prefissa di realizzare e promuovere strumenti e soluzioni tecnologiche per interventi di riqualificazione di edifici pubblici e privati. Il progetto è finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) tramite la Ricerca di Sistema Elettrico (RSE, triennio 2019-21).

La metodologia di studio sviluppata nel progetto aiuterà a sostenere il processo di recupero ed efficientamento del patrimonio edilizio. L’approccio multi scala consente di integrare la prospettiva del singolo edificio con quella urbana e di quartiere, in un’ottica partecipativa adattata a contesti di piccola o media dimensione, caratterizzati da limitato accesso a risorse economiche ed umane.

Verranno individuati elementi edilizi caratterizzanti (involucro, impianti, degrado, etc) e profili d’uso tipo (utilizzo, presenza, consumi, comfort, preferenze, etc), che consentano l’identificazione di interventi standard altamente ripetibili a carattere locale.

Verrà così configurato uno strumento di supporto alla definizione di strategie di efficientamento energetico: un modello urbano, o City Model, dove ogni singolo oggetto edilizio contiene informazioni tipologiche definite e può essere utilizzato, tramite opportune procedure, per individuare preliminarmente ipotesi di retrofit (recupero). Il modello urbano nel suo complesso può essere usato per valutare diversi scenari progettuali e stimare i possibili effetti di politiche di incentivazione relative ad ambiti spaziali più ampi (isolati, quartieri, intera città), oppure distinte per tipologie edilizie (edifici storici, edifici moderni, villette, palazzi) e/o di utilizzo (scuole, uffici).

La rappresentazione geografica utilizzata nel City Model facilita il processo divulgativo e mantiene una struttura aperta che permette l’addizione di nuovi contenuti informativi anche non direttamente legati al processo di efficientamento energetico.

La prima applicazione verrà sviluppata nella città di Carbonia.  Essa si distingue per essere una città mineraria di fondazione, edificata durante il regime fascista, che ha visto la realizzazione del primo nucleo nel 1938. È perciò caratterizzata da un patrimonio immobiliare prevalentemente ascrivibile al periodo moderno, con una percentuale di edifici di proprietà pubblica, sia residenziali che non, fra le più alte di Italia. Gli edifici si presentano piuttosto omogenei da un punto di vista materico e costruttivo, rispettano fortemente i dettami autarchici del regime fascista e sono stati costruiti con materiali e tecniche del luogo. Questo facilita l’attività di tipizzazione e permette di sviluppare e sperimentare la metodologia in un territorio caratterizzato da un alto valore paesaggistico e identitario avente rilevanza europea e grande valore per il contesto Regionale. La maggior parte del centro urbano di Carbonia è sottoposto a tutela paesaggistica ai sensi del Piano Paesaggistico Regionale 2006, in quanto bene di insieme classificabile come “Centro urbano di antica e prima formazione”. Il territorio è caratterizzato, inoltre, dalla presenza di siti di archeologia mineraria e industriale di rilievo internazionale. Il Comune è stato protagonista di efficaci politiche di valorizzazione del paesaggio locale che sono culminate con la partecipazione e la vittoria del “Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa 2010/2011”. Questo rende l’applicazione dello strumento particolarmente interessante in quanto permette di ottimizzare interventi di efficientamento energetico con le istanze di tutela e valorizzazione proprie di un contesto fortemente caratterizzato da alti valori paesaggistici.

Il progetto potrà avere diverse ricadute dirette sugli utenti e abitanti della città di Carbonia: il portale e il suo patrimonio informativo verrà reso disponibile alla cittadinanza e all’Amministrazione Comunale.  Esso potrà essere di supporto alle attività di pianificazione urbana e, ospitando sulla stessa piattaforma proprietari e operatori del settore, potrà favorire l’incontro tra domanda e offerta locale. Il caso studio di Carbonia, si configura come un progetto pilota, replicabile in altri contesti urbani. Caterina Frau/Stefano Pili