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7th International Symposium on energy from biomass and waste, Venezia 15-18.10.2018

In uno scenario come quello odierno, che vede la richiesta di energia in continua crescita, la ricerca di tecnologie per la riduzione dei consumi, la produzione energetica da fonti alternative ed il suo impatto sui cambiamenti climatici si configurano come i principali fattori strategici della nostra società.

Le frontiere delle biomasse cambiano in continuazione ed un numero sempre maggiore di materiali, anche quelli che fino a qualche tempo fa rappresentavano un problema dal punto di vista dello smaltimento, sta diventando fonte di energia.

In questo contesto, Sotacarbo ha partecipato tra il 15 ed il 18 Ottobre 2018 alla settima edizione del Venice Symposium, l’evento organizzato dall’International Waste Working Group (IWWG), con il supporto scientifico delle Università di Amburgo, Hokkaido, Queensland, Padova, Rostock, Trento e Tsinghua.

La conferenza, tenutasi a Venezia nella cornice della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, con le sue 38 sessioni e più di 150 presentazioni, ha offerto ai 600 delegati provenienti da tutto il mondo l’opportunità di discutere le implicazioni sul settore dell’energia da biomasse.

Lo scopo del Venice Symposium 2018 è stato quello di focalizzare l’attenzione sulle innovazioni recentemente introdotte nell’applicazione delle tecnologie per il recupero di energia da rifiuti e biomasse, evidenziarne i progressi più significativi e promuovere la discussione su argomenti quali l’affidabilità dei processi, la loro applicazione su larga scala, i potenziali impatti ambientali ed effetti sulla salute, l’informazione ed il consenso dei cittadini.

Se da un lato l’interesse della comunità scientifica al riguardo è in continua crescita e le tecnologie esistenti per la generazione di energia da biomasse e rifiuti registrano un rapido sviluppo, dall’altro, in molti paesi, la loro implementazione rimane ancora limitata. La causa è spesso da ricercarsi in una comunicazione poco efficace che contribuisce alla creazione di un’opinione pubblica distorta, generata da conflitti decisionali dettati da logiche di interesse.

Relativamente allo sfruttamento dei rifiuti, ciò che emerge è che la popolazione soffre di una mancanza di fiducia verso chi detiene il potere decisionale. Da una parte l’atteggiamento dei cittadini è “Not in my backyard” (“non nel mio giardino”), dall’altra la risposta delle amministrazioni diventa “Not in my office time” (“Non finché ci sono io ad avere responsabilità”), definendo le radici di un immobilismo che impedisce lo sviluppo. L’unica via d’uscita da questa situazione viene individuata nel perseguimento di un’informazione diretta e semplice che, con una responsabilità condivisa anche dalla comunità scientifica, raramente è stata intrapresa in passato.

Trasformare gli scarti di lavorazione in energia è il comune denominatore che lega i partecipanti al convegno. A questo proposito, come evidenziato dai lavori presentati, nel campo dei processi termochimici la combustione diretta risulta ancora la tecnologia principe, sebbene la costruzione di impianti di gassificazione sia in aumento. Il miglioramento manifestato da una serie di parametri ambientali a seguito dell’utilizzo di una combinazione di processi di gassificazione e combustione e l’efficacia dimostrata in termini di conversione, fa presumere che entro il 2030 il settore del processo termochimico si sarà evoluto in un settore sempre più sfaccettato.

Il numero di articoli presentati sulla digestione anaerobica è particolarmente alto e fa emergere, da un punto di vista tecnico ed economico, come le tecnologie per la produzione di biometano dal biogas generato risultino un’opzione pienamente valida ed attuabile anche in scenari privi di incentivazione. Lo studio sullo stoccaggio minerale della CO2 mediante carbonatazione accelerata di ceneri da impianti a biomassa, presentato dalla prof.ssa Cappai dell’Università di Cagliari, desta grande interesse per le implicazioni relative alle tecnologie CCS e le ricerche sulla gestione forestale attiva nel contesto del mercato energetico fanno riflettere sulle possibili opportunità per il territorio regionale sardo.

Al di là di quanto possano suggerire i grandi cambiamenti che nel recente passato hanno interessato il settore energetico legato allo sfruttamento dei rifiuti e della biomassa residuale, appare evidente che la comunità scientifica ha ancora tanto da lavorare in termini di comunicazione e di valutazioni oggettive.

Sebbene non esista una tecnologia preferibile in termini assoluti, la convinzione che sia possibile trovare la giusta soluzione per ogni determinato contesto, rende lecito pensare che le biomasse, anno dopo anno, forniranno un contributo sempre più significativo nel soddisfacimento del fabbisogno energetico mondiale. S.M.