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Le Ccs ripartono da Melbourne

IEA GHGT 2018

“Sappiamo come estrarre le cose da terra. E con le Ccus sappiamo come rimetterle”. È il messaggio semplice, diretto, che chiude la 14ma edizione della Iea Ghgt. Oltre mille delegati provenienti da tutto il mondo hanno animato la quattro giorni organizzata dalla Iea Greenhouse gases nell’Exhibition Centre di Melbourne.
L’ultimo rapporto Ipcc dice che è necessario accelerare la transizione per poter raggiungere entro il 2050 l’obiettivo di azzerare o quasi le emissioni. Quelle residue dovranno essere rimosse attraverso la cosiddetta “bio-energy” e le tecnologie di cattura, utilizzo e confinamento della Co2 (Ccus). L’impianto Archer Daniels Midland di Decatur (Illinois, Usa) è un ottimo esempio di quel che può essere fatto attraverso la combinazione delle tecnologie Ccs con la produzione di bio-diesel. La diffusione delle Ccs e la transizione verso una produzione energetica a basse emissioni di Co2 passano per la realizzazione di progetti come quello Amd, o quelli in via di realizzazione nell’ambito dell’accordo bilaterale tra Australia e Giappone.
Sul punto è esplicito il capo economista dell’International Energy Agency Lazlo Varro: “Nel 2017 il 70% della produzione energetica globale è arrivato da combustibili fossili, per questo è importante che le Ccs si diffondano. Ma è inutile aspettare che arrivi da qualche parte il campione che apra la pista agli altri, chi ha progetti in cantiere li faccia. Adesso”. Le Ccs non devono essere viste come un male necessario ma come un business: se l’industria riuscirà a garantirsi profitti attraverso questa tecnologia allora le Ccs saranno una realtà e un fenomeno davvero globale.
Un approccio realistico non può prescindere dalla consapevolezza che molti Paesi continueranno a utilizzare i combustibili fossili ben oltre il 2050, ma questa politica energetica, per essere sostenibile dal punto di vista ambientale, deve essere accompagnata dalla diffusione delle tecnologie Ccs e Ccus, le uniche in grado di consentire che i vantaggi a livello economico non vadano a scapito del raggiungimento dell’obiettivo delle emissioni zero.
La necessità di spiegare con chiarezza l’importanza delle tecnologie, per mitigare il problema dei gas serra e del riscaldamento climatico, è stata ribadita a più riprese sia dai relatori che dal pubblico presente, che ha raccontato esperienze come quella di affidare ai bambini delle scuole elementari l’illustrazione di tutto il percorso della Co2, dalla produzione alla cattura e al confinamento sotto terra: “dove la Co2 ritorna, ben contenta di ritrovarsi lì sotto tra amici”.