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Le mamme italiane sono le più affezionate alla Notte dei Ricercatori

Anche quest’anno nell’ultimo venerdì di settembre si svolgerà la Notte Europea dei Ricercatori #MSCAnight. L’evento, organizzato nell’ambito della Settimana della Scienza (22-29 Settembre), avrà un tema dedicato alla scienza partecipata BE a citizEn Scientist (#BEES) e vedrà la particpazione di oltre 30 città e più di 60 partner, con un programma che ad oggi conta  circa 250 iniziative.

Sin dalla prima edizione del 2006, che accolse 4.000 visitatori, la Notte Europea è andata via via crescendo raggiungendo i 50.000 visitatori nel 2017 distribuiti in oltre 30 città italiane e coinvolgendo più di 900 ricercatori di oltre 50 partner scientifici. Ben 12 anni in cui sono stati  somministrati questionari (2631 solo nel 2017)  e fatte interviste al pubblico per capirne meglio gli interessi e la  composizione così da avere un idea dell’immagine che il pubblico ha del ruolo dei ricercatori e delle differenze tra l’Italia e il resto d’Europa. Dalle risposte emerge molto diffusa l’idea che questo tipo di evento possa contribuire molto a favorire un maggior numero di carriere scientifiche per i giovani.

In particolare dai dati raccolti è emerso il ritratto del pubblico della Notte dei Ricercatori frutto di uno studio realizzato dai ricercatori dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), G.Eco e Frascati Scienza e i cui risultati finali sono stati presentati alla Conferenza internazionale INTED, dedicata ai temi dell’educazione e della ricerca, svoltasi a Valencia la scorsa primavera.

Sono le mamme  il cuore pulsante del pubblico della Notte Europea dei Ricercatori: negli ultimi anni a partecipare a questo grande evento dedicato al mondo della ricerca scientifica e dei ricercatori sono soprattutto le donne, che rappresentano quasi il 60%, e la gran parte di loro porta con sé i figli con l’obiettivo di far avvicinare i piccoli al mondo della scienza.

“Uno degli aspetti più interessanti è relativo al pubblico femminile”, ha spiegato Giovanni Mazzitelli, primo ricercatore di INFN e autore dello studio. “Nelle prime edizioni il pubblico era formato in modo prevalente da uomini ma poi la tendenza si è invertita e nelle ultime edizioni abbiamo circa il 60% di donne. Di queste, la netta maggioranza sono mamme con un’età tra i 30 e 49 anni e nelle interviste spiegano di partecipare soprattutto per avvicinare i loro figli al mondo scientifico sperando che poi possano diventare ricercatori”.

Altro aspetto interessante è che oltre la metà dei visitatori ha già partecipato anche 3 o 4 volte: “Ci scrivono genitori i cui figli sono cresciuti con le varie edizioni della Notte Europea dei Ricercatori”, ha detto Mazzitelli. I dati raccolti indicano che la formazione scolastica del pubblico è generalmente più alta della media nazionale, il 46% ha infatti almeno un titolo universitario, e lo strumento di comunicazione più efficace nel pubblicizzare l’iniziativa resta il tradizionale passaparola, seguito dai social.

Alla domanda su cosa ci si aspetta dall’evento le risposte più quotate sono quella di creare una maggiore consapevolezza sul lavoro dei ricercatori seguita dall’incoraggiare l’interazione con i ricercatori per capire meglio le loro attività scientifiche. Interessa invece poco capire quali siano i problemi relativi ai ricercatori in Italia e in Europa. La maggioranza del pubblico ritiene infine che la ricerca scientifica in Italia non sia per nulla adeguatamente finanziata mentre quando si guarda all’estero la percezione si ribalta in quanto la netta maggioranza risponde che nel resto d’Europa la ricerca sia adeguatamente finanziata.

The European Researchers’ Night project is funded by the European Commission under the Marie Sklodowska-Curie Actions (GA N° 818728).