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La collaborazione internazionale come mezzo per superare gli ostacoli allo sviluppo delle CCS

CCC/284

Toby Lockwood

Tecnologie CCS in rallentamento

Le tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS – Carbon Capture and Storage) sono state ampiamente riconosciute come fondamentali per la decarbonizzazione del settore energetico, e nel corso degli ultimi due decenni un certo numero di paesi ha perseguito programmi per dimostrare le tecnologie CCS su larga scala. Sebbene 21 progetti di grandi dimensioni (equivalenti a circa 38 MtCO2/a) sono attualmente operativi o in fase di costruzione in tutto il mondo, c’è una grave carenza di nuovi progetti in via di sviluppo: negli ultimi quattro anni un solo progetto ha avuto responso positivo in merito all’investimento. Così come altre tecnologie a basse emissioni di carbonio, il costo degli impianti di taglia dimostrativa è molto più alto di quanto ci si possa aspettare rispetto alle installazioni successive di taglia industriale, le quali beneficeranno di economie di scala, di produzione standardizzata, di riduzioni impreviste del progetto, di finanziamenti e dell’utilizzo condiviso delle infrastrutture per il trasporto e per lo stoccaggio della CO2.

Ostacoli agli investimenti sulle CCS

Le tecnologie CCS sono destinate esclusivamente alla mitigazione dei cambiamenti climatici, pertanto si basano soprattutto su adeguate politiche di governo rivolte al clima. Tuttavia a causa della mancanza di adeguati incentivi in tale ambito, la maggior parte dei progetti di successo fino ad ora ha utilizzato la CO2 catturata (con metodi di rimozione relativamente semplici da gas naturale) per il recupero del petrolio, il cosidetto Enhanced Oil Recovery (EOR).

Sono stati introdotti alcuni incentivi diretti per le CCS, come i crediti di stoccaggio, che tuttavia non riescono a coprire gli alti costi della maggior parte degli impianti CCS, e ciò mette in luce la scarsa volontà politica di portare avanti queste tecnologie. L’inadeguato sostegno da parte dei governi ha inoltre contribuito all’allontanamento di interesse da parte degli investitori privati.

Il deficit finanziario tra il costo della dimostrazione delle CCS e gli incentivi disponibili è aggravato da una serie di rischi specifici di tali tecnologie, che il settore privato è poco propenso a sostenere vista la prospettiva di ricavi limitati e incerti. Tali rischi sono principalmente associati alla necessità di nuove ed ampie infrastrutture per il trasporto e lo stoccaggio della CO2, e possono bloccare totalmente l’investimento ovvero aumentare in modo significativo i costi del progetto, riducendo la sua redditività commerciale.

Per attirare investimenti verso lo stoccaggio geologico dell’anidride carbonica e quindi accelerare lo sviluppo delle tecnologie CCS è necessario attuare alcune strategie tra loro collegate, quali:

  • diffondere politicamente il messaggio che le tecnologie CCS ed in particolare lo stoccaggio geologico dell’anidride carbonica è una soluzione fondamentale per la decarbonizzazione;
  • prevedere un meccanismo di prezzi e di incentivazione come sussidi governativi;
  • prevedere una disponibilità di finanziamenti per la fase di valutazione della perforazione;
  • ottenere risultati positivi dalle valutazioni per gli eventuali siti di stoccaggio con caratteristiche che possano supportare un progetto economicamente sostenibile;
  • ricorrere a cambiamenti normativi per poter rendere finanziabile un progetto di taglia industriale;
  • riuscire ad elaborare un meccanismo di finanziamenti tale che i progetti di stoccaggio geologico della CO2 siano economicamente accettabili nonostante i potenziali rischi della cattura e del trasporto del gas;
  • adeguare le assicurazioni per limitare la responsabilità delle fughe del gas per cause geologiche.

La caratterizzazione di un adeguato sito di stoccaggio geologico è dispendiosa in termini di tempo e di costi, ed il costo non quantificabile di fughe di CO2 può rappresentare un rischio non tutelabile dal settore assicurativo. La direttiva CCS UE prevede che la responsabilità dei siti di stoccaggio della CO2 è dei progettisti dell’infrastruttura, tuttavia una volta completata l’iniezione di anidride carbonica la responsabilità passa ai governi. È quindi probabile che l’ottimizzazione dei costi delle tecnologie CCS richieda un ruolo maggiore da parte del governo nella gestione dei rischi e dei costi dell’infrastruttura, per esempio regolando un prezzo fisso degli stock di CO2 e finanziando la caratterizzazione dei siti di stoccaggio.

Il ruolo della collaborazione internazionale

Il successo delle CCS è strettamente legato al coordinamento di impegni internazionali per la decarbonizzazione, e molte delle sfide affrontate dall’emergente industria CCS confermano la presenza di ulteriori vantaggi che si possono trarre dalla cooperazione internazionale. Tali iniziative si estendono dalla collaborazione orientata puramente alla ricerca a quella per la guida e il cambiamento delle strategie politiche, per esempio:

  • promuovere politiche e normative favorevoli alle CCS in nuovi Paesi;
  • sviluppare abilità e risorse relative alle CCS attraverso la formazione e la collaborazione;
  • promuovere iniziative di divulgazione per migliorare l’accettazione sociale e politica verso le tecnologie di stoccaggio geologico dell’anidride carbonica;
  • creare collaborazioni nell’ambito della ricerca e sviluppo, compresa la condivisione di risorse, finanziamenti, dati ed esperienza;
  • incoraggiare e consentire i fornitori delle tecnologie CCS ad investire in nuovi Paesi.

Organizzazioni internazionali

Carbon Sequestration Leadership Forum (CSLF), International Energy Agency (IEA) e Global Carbon Capture and Storage Institute (GCCSI), sono organizzazioni internazionali di alto profilo che hanno condotto importanti campagne a favore di una maggiore azione politica sulla diffusione delle CCS, spesso in stretta cooperazione tra loro. Esse si sono particolarmente concentrate sulla promozione di grandi progetti per dimostrare la validità delle CCS, oltre che allo sviluppo delle capacità in paesi non appartenenti all’OCSE e alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e politica. CSLF e IEA hanno contribuito in maniera decisiva a promuovere un’azione politica sulle CCS, ottenendo dal G8 del 2008 l’obiettivo di varare a livello mondiale 20 progetti dimostrativi entro il 2010. Zero Emissions Platform è un’organizzazione europea che ha anch’essa svolto un ruolo nel guidare la politica verso le tecnologie CCS. Tali organizzazioni hanno lavorato per mantenere vive le CCS in ambito governativo attraverso conferenze internazionali tra cui la United Nations Climate Change Conferences (COP) e il Clean Energy Ministerial, e hanno svolto un ruolo chiave nello sviluppo di strategie per il superamento degli ostacoli alle tecnologie di cattura e stoccaggio della CO2.

Iniziative bilaterali con la Cina

Sono state avviate diverse iniziative bilaterali tra la Cina e paesi come gli USA, l’UE, il Regno Unito e l’Australia con l’obiettivo di incoraggiare lo sviluppo delle CCS nel paese con il più alto valore di emissioni di CO2 del mondo. Alcune delle iniziative mirano allo sviluppo di un importante progetto dimostrativo, tuttavia fino ad ora nessun grande progetto è stato realizzato. La protezione della proprietà intellettuale e gli ostacoli ai produttori stranieri in Cina ed ancora la mancanza di finanziamenti adeguati hanno reso più complicato il realizzarsi di tale iniziativa. La creazione di fondi comuni internazionali potrebbe essere un vantaggio per lo sviluppo di un grande progetto dimostrativo delle CCS in Cina o in altri paesi non OCSE, seguendo i successi dei progetti Petra Nova e FutureGen International Partnership.

Reti di ricerca e condivisione delle conoscenze

Molti paesi hanno dedicato risorse economiche alla ricerca sulle tecnologie CCS, su come ridurre i costi di cattura e stoccaggio della CO2, e sulla caratterizzazione dei potenziali siti di stoccaggio locali. Il programma di ricerca e sviluppo IEAGHG (IEA Greenhouse Gas) ha aperto la strada nel riunire le comunità scientifiche di ricerca globale sulle CCS attraverso conferenze e reti di esperti, fornendo nel contempo contributi tecnici ai governi e ad altre parti interessate. Altre reti di ricerca internazionali hanno facilitato la condivisione delle conoscenze e delle esperienze tratte da progetti pilota e dati geologici.

Guidare l’azione della politica verso le CCS

I primi sforzi internazionali per accelerare lo sviluppo delle CCS hanno affrontato alcune sfide senza però ottenere grandi successi anche perché il crollo finanziario globale ha smorzato l’impegno globale alla decarbonizzazione.

Le tecnologie CCS attualmente rientrano nuovamente tra gli impegni governativi per molti paesi, e l’aumento di finanziamenti destinati alla ricerca in questo campo è un passo in avanti fondamentale. Tuttavia l’attività internazionale fino ad oggi ha focalizzato i propri sforzi in misura forse eccessiva sulla ricerca per migliorare l’economia delle CCS, quando esiste un bisogno molto più urgente di un’azione politica al fine di incoraggiare gli investitori privati a puntare sui grandi progetti dimostrativi. GCau