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Pangea: terra senza confini e senza stati

Inaugurata a Carbonia la mostra “Pangea – 300 milioni di anni fa”, un evento unico per il territorio sardo e il primo nel suo genere in Italia  con una variegata gamma di reperti fossili del periodo cosiddetto “Permo Carbonifero”, risalenti a 360-250 milioni di anni fa. La presentazione dell’evento si è tenuta nella Grande miniera di Serbariu,  alla vigilia della manifestazione “Festa del Patrimonio”, nell’ambito dell’anno europeo del Patrimonio Culturale 2018 e delle celebrazioni per l’80° anniversario della fondazione della città.

La mostra nasce dal gemellaggio tra il museo Paleoambienti Sulcitani E.A.Martel del Comune di Carbonia e il museo geologico tedesco di Kamp Linfort, un punto di riferimento nel settore museale minerario  con oltre 12mila reperti, tra fossili e minerali, rappresentato dal suo direttore, il professor Wolfram Harryers.

Apre gli interventi Ruggero Soru, guida museale e in prima linea nell’organizzazione della mostra. “Lo scopo dell’evento” – sottolinea  Soru – “è dare senso ai musei come quello tedesco, trovando modo di dargli massima visibilità. Pangea non è solo un momento paleografico ma è ancora una terra senza confini e senza stati.  Quella terra che dovrebbe essere stimolo continuo di scambio e movimento di cultura, solidarietà e collaborazione. Le stesse emerse durante la realizzazione di questa iniziativa”

Assieme al Console onorario della Germania in Sardegna Alessandra Bruder, hanno partecipato le diverse rappresentanze che hanno reso possibile la realizzazione dello spazio espositivo:  i direttori scientifici della mostra Luciano Trebini, esperto in discipline geologiche presso il ministero dei Beni Culturali e Ambientali e Roberto Serri, geologo strutturale e esperto del settore geo-mineriario, l’assessore comunale alla Cultura, Spettacolo e Turismo, Sabrina Sabiu.
La direzione scientifica ha espresso la massima soddisfazione per l’operazione, nata dal desiderio di aprire una finestra nella storia dell’evoluzione della vita e stimolare la curiosità verso il passato. “Siamo figli della terra. Anche queste risorse sono un patrimonio che ci appartiene” afferma Trebini.
Serri si sofferma sui reperti, testimonianza di un’esplosione di terra e fauna nata dallo scontro tra i continenti, sottolineando che la mostra in continua evoluzione rappresenta l’unione tra la popolazione sarda e quella tedesca, così come tanti milioni di anni fa.
Al termine i saluti e ringraziamenti dell’assessore Sabiu: “Con Pangea si apre una pagina di protostoria che racconta le tante cose che il territorio ha ancora da regalare, valorizzare e tutelare”.
La mostra, organizzata con la collaborazione della Sotacarbo, sarà ospitata fino al 30 dicembre 2018 presso il Museo Paleoambienti Sulcitani E.A.Martel  della Grande Miniera di Serbariu. EL