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CCUS Conference (Chicago, 10-13.04.2017)

CCUS conference Chicago

La conferenza sulle tecnologie Carbon Capture, Utilization and Storage (CCUS) ha riunito a Chicago scienziati e politici per una panoramica sui progetti in corso sulla cattura della CO2 e la riduzione dei Gas ad effetto serra.

La presenza di rappresentanti del mondo della politica ha permesso di capire come gli Stati Uniti intendono affrontare il problema della riduzione delle emissioni di CO2. Particolare risalto è stato dato all’annuncio del finanziamento – di 44 milioni di dollari (Carbon SAFE) da parte del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti – di ben 16 progetti per lo stoccaggio geologico della CO2, con l’obiettivo di uno sviluppo su scala commerciale. Esaminate anche le politiche fiscali federali, che includono la “leading tax credit” per la CO2 – EOR, conosciuta come 45Q, così come la “Private activities bond” e la “Master Limited Partnership”.

Di grande interesse le presentazioni sulla fase II del Decatur project, in particolare quella di Sallie Greenberg. Progetto portato avanti da un consorzio formato dal Midwest Geological Sequestration Consortium (MGSC), the Archer Daniels Midland (ADM) Company, Schlumberger Carbon Services e altri subcontractors. L’MGSC è finanziato dal Dipartimento dell’energia degli USA attraverso il National Energy Technology Laboratory (NETL).

Il progetto Decatur è suddiviso in tre fasi. La prima (impianto dimostrativo) prevedeva il confinamento geologico di 1 milione di tonnellate di CO2 in tre anni con una velocità di iniezione pari a 1000 Tonnellate al giorno. La fase sperimentale è terminata nel 2014 ed il bacino verrà monitorato fino al 2020. La seconda (impianto dimostrativo a livello commerciale) prevede il confinamento geologico di 5 milioni di tonnellate di CO2 in tre anni con una velocità di iniezione pari a 3000 tonnellate al giorno.

Questa seconda fase è stata avviata il 7 aprile 2017. La terza fase sarà la CarbonSAFE Illinois, che prevede l’integrazione di tutti i siti americani di stoccaggio geologico della CO2 e sarà operativa dal 2025.

Sono stati inoltre indicati i benefici per gli USA delle tecnologie di cattura ed utilizzo della CO2 in particolare dell’Enhanced Oil Recovery (EOR), in termini di posti di lavoro creati (375.000), di barili di petrolio estratti (+100 miliardi), di petrolio importato (-30%). I possibili ricavi dallo sviluppo delle tecnologie CCUS sono stimati intorno ai 5,67 trilioni di dollari.

Dal convegno è emerso in modo chiaro come le CCS e le CCUS possano giocare un ruolo importante nella mitigazione degli effetti dei gas ad effetto serra. Ma per essere utilizzate devono acquisire quella maturità tecnica e convenienza economica non ancora raggiunta. Quello che è parso evidente è come gli Stati Uniti vogliano sviluppare su scala commerciale le CCUS. In particolare verranno applicati sistemi avanzati di cattura della CO2 ad impianti esistenti (retrofitting) o nuovi impianti e la CO2 catturata, verrà confinata geologicamente o utilizzata nei pozzi petroliferi per incrementare in maniera significativa la produzione di olio greggio (EOR). Anche alcuni paesi europei, come la Norvegia, stanno cercando di realizzare impianti CCUS precommerciali. EM/APL