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Avviata la fase consultiva della nuova Strategia energetica nazionale

Prende forma la nuova Strategia energetica nazionale italiana (la cosidetta “Sen”). Il 10 maggio scorso l’avvio della consultazione delle parti interessate (i cosiddetti “stakeholders”), prima tappa per definire il primo Piano clima-energia europeo, che entrerà in vigore nel 2020.
Il nuovo scenario è caratterizzato dalla graduale scomparsa del carbone in Italia e dalla crescita delle fonti elettriche rinnovabili, col gas chiamato a garantirne l’integrazione. Nel Piano viene riconosciuto un ruolo chiave anche alle politiche di risparmio e di efficienza energetica nel settore residenziale e nei trasporti.
Il nuovo Piano clima-energia terrà conto degli investimenti crescenti in efficienza energetica e dell’ulteriore impulso alle fonti rinnovabili. Nel periodo di transizione è necessario diversificare le fonti energetiche e si prevede uno spazio maggiore per il gas naturale come sostituto del carbone. La vera novità della strategia, oltre alla decarbonizzazione dei trasporti, sta nella diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico del gas e delle rinnovabili e in una loro presenza più intensa nella rete. Combinazione non inedita ma innovativa nel panorama nazionale.
In Italia, come negli altri Paesi europei, le rinnovabili sono affiancate dalla generazione termoelettrica tradizionale. I dati attuali rivelano un risparmio energetico dell’1.4% rispetto al biennio 2014-2015, una riduzione delle emissioni di gas serra dai settori non industriali (i cosiddetti gas serra non Ets) del 17% e la penetrazione delle rinnovabili nel settore elettrico del 17.5% (con la predominanza del fotovoltaico, per il 33%).
L’allineamento degli obiettivi europei all’evoluzione del sistema energetico mondiale, mostra l’effettivo adeguamento delle politiche comunitarie al nuovo quadro che si è delineato dopo la COP 21 di Parigi.
I risultati e gli obiettivi crescono di pari passo, in armonia con i dati del settore. Ed è evidente. Gli obiettivi strategici nazionali al 2020, condivisi con l’Europa, impongono l’1.5% di risparmio annuo da politiche attive sull’efficienza energetica (1.5 % al 2030 per ogni stato membro); la riduzione delle emissioni di gas serra non Ets del 13 % rispetto al 2015 (e del 33 % al 2030); la penetrazione delle rinnovabili del 17% sui consumi elettrici lordi (27% al 2030 su scala europea).
Nel campo delle rinnovabili è già stato raggiunto l’obiettivo del 17% fissato inizialmente al 2020 e si punta al 27%. Saranno promossi contratti a lungo termine per i grandi impianti fotovoltaici centralizzati e l’autoconsumo per i piccoli impianti. Saranno incentivate le bioenergie da impianti di piccola taglia e da scarti, rifiuti agricoli o cittadini. Il ruolo delle biomasse sarà ridimensionato e il solare termico cederà il posto al fotovoltaico.
In Italia le prospettive di prossima dismissione delle centrali a carbone permetteranno la graduale convergenza del mix energetico a livello comunitario con un allineamento dei prezzi dell’energia all’ingrosso.
Nel 2018 verrà lanciato il “mercato di capacità” (capacity market) per assicurare una riserva di energia elettrica nel lungo periodo, aperto anche a operatori esteri, dove produttori convenzionali e rinnovabili si confronteranno per fornire la capacità richiesta da Terna. La transizione sarà gestita su più ambiti con il potenziamento delle infrastrutture di rete e delle interconnessioni internazionali e l’ammodernamento delle reti di distribuzione per integrare la generazione distribuita.
Nel campo dell’efficienza energetica, l’impegno maggiore è focalizzato sul settore residenziale e dei trasporti in termini di ricerca e innovazione tecnologica. L’evoluzione si incentra sulle pompe di calore ad altro rendimento, le smart home, i materiali, i motori e le batterie.
Nel settore residenziale misure aggiuntive potranno essere la riqualificazione edilizia, l’efficienza energetica nel settore dell’edilizia residenziale sociale (il cosiddetto social housing), la revisione delle detrazioni fiscali e l’introduzione di un Fondo Garanzia per coprire interventi sino a un miliardo di euro (ad es. con ecoprestiti a tassa agevolato). Nel terziario gli interventi potrebbero essere la sperimentazione, sugli immobili della pubblica amministrazione, della metodologia degli edifici a quasi zero emissioni.
Nel campo dei trasporti permane l’urgenza di modernizzare il parco auto italiano (circa 37 milioni di autoveicoli di cui 45% EURO 0 – 3).
Su un altro fronte si prevede di rendere più flessibile il sistema elettrico (promuovendo ad esempio i sistemi di stoccaggio dell’energia e il mercato del gas) e sperimentare il modello delle energy communities, comunità di utenti attenti e attivi in tutte le fasi della gestione dei consumi energetici.
In Italia solo il settore industriale è adeguatamente presidiato da strumenti economici efficaci; negli altri ambiti occorre tutelare il settore con strumenti più idonei e meno costosi, in linea con l’esempio di altri stati europei. La Sen prevede che dal 2018 lo sviluppo industriale sarà incentivato introducendo sconti sull’onere per gli incentivi alle rinnovabili. L’effetto auspicato è il calo del prezzo dell’energia elettrica per le medio-grandi imprese.
Il documento strategico sarà in consultazione appena 30 giorni. Sarà poi aggiornato nel 2020 e nel 2023, per adeguarlo conformemente all’evoluzione del sistema energetico. Resta il dubbio su quale influenza reale potranno avere sul Piano i cittadini, indicati dall’Unione europea come i principali stakeholder. EL