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6th International Symposium on Energy from Biomass and Waste – Venezia, 14-17.11.2016

La produzione di energia da fonti alternative ed il suo impatto sui cambiamenti climatici sono al centro delle principali strategie per lo sviluppo sostenibile della nostra società. Numerose tipologie di biomassa e rifiuti contribuiscono, a seguito di processi biologici, chimici e termici, alla produzione di energia e alla riduzione dell’utilizzo di combustibili fossili. Eppure, nonostante le tecnologie esistenti per la generazione di energia da tali risorse siano oggi in rapido sviluppo, in molti paesi la loro diffusione è ancora limitata.

Temi centrali del Venice 2016 Symposium sono state le innovazioni introdotte nell’applicazione delle tecnologie per il recupero di energia da biomasse e rifiuti. Combustione, digestione anaerobica, energia da biomassa e rifiuti, trattamenti termici alternativi, aspetti economici e legislativi e strategie politiche, strumenti decisionali e public acceptance, sono gli argomenti trattati e dettagliatamente discussi. Particolare attenzione è stata posta alle caratteristiche di combustibili (quali SRF, biochar, biodiesel, etc.) generabili da diversi processi e di tutti quei prodotti che permettono un utilizzo decentralizzato del contenuto energetico di biomassa e rifiuti.

L’evento è stato organizzato dall’International Waste Working Group (IWWG) e dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Venezia, con il supporto scientifico delle Università di Padova, Hokkaido, Queensland, Rostock, Trento, Tsinghua e Amburgo.
Il Simposio, strutturato in sessioni orali e sessioni poster, è stata occasione per un’esposizione commerciale dedicata a ditte ed enti che operano nel settore e per dettagliate visite tecniche. Più di 300 lavori, scelti in base alla qualità scientifica dalla Commissione Esecutiva di Programma e da una Commissione Internazionale fra oltre 500 abstracts arrivati da 60 diversi paesi, sono stati presentati durante le sei sessioni orali parallele.
La partecipazione di Sotacarbo al congresso ha permesso l’interfacciamento con ricercatori e imprese che operano nel settore e l’approfondimento relativo all’applicazione delle più recenti tecnologie per il recupero di energia da biomasse e rifiuti, in particolare per quanto riguarda trattamenti termici e processi di digestione anaerobica.

Durante il simposio è stato inoltre presentato il paper “Fluidized bed gasification of biomass: design and operating criteria from a pilota scale study” (F. Parrillo. G. Calì, E. Maggio, A. Pettinau, O. Anoscia, A. Saponaro, U. Arena). Tale lavoro mostra i risultati preliminari delle sperimentazioni effettuate in collaborazione con la Seconda Università di Napoli, con Amra e con Centro Combustione Ambiente, relative alla progettazione di processo per l’impianto di gassificazione a letto fluido bollente in corso di realizzazione sulla piattaforma pilota del centro ricerche sardo.

Di particolare interesse sono stati, durante il simposio, i lavori relativi alla digestione anaerobica che hanno permesso di fare il punto sullo stato dell’arte di questo processo.
La digestione anaerobica rappresenta un processo biologico di ampia diffusione per mezzo del quale, in assenza di ossigeno, la sostanza organica contenuta nei materiali di origine vegetale e animale viene trasformata in biogas, costituito principalmente da metano (CH4) e anidride carbonica (CO2). La percentuale di metano varia a seconda del tipo di sostanza organica digerita e delle condizioni di processo. I microrganismi anaerobi che operano questa trasformazione presentano basse velocità di crescita e basse velocità di reazione; da ciò la necessità di mantenere, per quanto possibile, condizioni ottimali dell’ambiente di reazione per favorirne il metabolismo, fortemente dipendente da diversi parametri quali temperatura e durata del processo.

La scelta delle matrici organiche tra i reflui e rifiuti disponibili, l’individuazione delle tecnologie più appropriate in funzione dei differenti substrati organici, le conoscenze relative a processo, il funzionamento degli impianti, il trattamento e l’utilizzo di biogas e dei residui (digestato e reflui), sono stati tra gli elementi di maggiore criticità approfonditi durante il convegno.
Trasversale a tutte le tecnologie presentate è l’approfondimento delle tematiche relative alla bioraffineria. L’ottenimento di combustibili, chemicals e nuovi materiali, rimane al centro delle strategie politiche volte allo sviluppo dell’economia rurale ed industriale attraverso il miglioramento della qualità dell’ambiente, a livello locale e globale, e allo smaltimento delle eccedenze agricole.

La partecipazione al simposio è stata infine occasione per una dettagliata visita tecnica all’impianto di digestione anaerobica e compostaggio di Bassano del Grappa (VI). L’impianto, gestito dalla società ETRA SpA, è stato concepito alla fine degli anni ’80 e costruito nel 2003. Esso riceve il rifiuto organico domestico, il rifiuto verde e i rifiuti dell’industria agroalimentare che sono poi sottoposti a digestione anaerobica. Dalla digestione del rifiuto organico si ottengono una frazione solida che viene poi indirizzata al compostaggio e una liquida, il percolato, che viene avviata al depuratore di Bassano del Grappa. La selezione meccanica del rifiuto secco è invece un trattamento finalizzato ad ottenere un rifiuto idoneo al recupero energetico. L’importanza di tale impianto va vista non solo nei numeri che accompagnano la sua attività (35.000 t di umido e 6.000 t di verde trattate annualmente, 10 GWh/anno di energia prodotta da biogas), ma anche nella ricchezza di soluzioni tecniche adottate nelle diverse fasi del processo. SM