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Visita dell’Ambasciatore cinese al Centro Ricerche Sotacarbo

L'ambasciatore cinese in Italia Li Ruiyu spiega i motivi della visita al Centro ricerche Sotacarbo

Al Centro Ricerche Sotacarbo della Grande Miniera di Serbariu si è tenuto l’incontro tra la Sotacarbo e una delegazione diplomatica dell’Ambasciata della Repubblica Popolare della Cina in Italia guidata dall’ambasciatore Li Ruiyu. All’incontro hanno partecipato anche la Regione Sardegna, rappresentata dal vicepresidente della Giunta e Assessore alla Programmazione Raffaele Paci, e il Comune di Carbonia rappresentata dal sindaco Giuseppe Casti.

La visita dell’ambasciatore cinese nel Centro ricerche Sotacarbo segue gli incontri che negli ultimi mesi hanno visto la Sotacarbo avviare accordi di collaborazione con importanti istituzioni cinesi come la China Energy Research Society (Cers), l’Università di Scienza e tecnologia di Huazhong (Hust) e l’International Technology Transfer Network (Ittn).

“Il progetto Sotacarbo sull’Ossicombustione ha destato l’interesse di molte aziende in Cina. Alcune trattative sono in fase molto avanzata ed era mio dovere conoscere meglio questa realtà. Garantire l’accessibilità dei costi è il grande limite alla diffusione delle tecnologie. L’ossicombustione ha grandi potenzialità proprio perché appare molto competitiva” ha spiegato l’Ambasciatore Li Ruiyu.

La Cina è e rimarrà sino al 2030 il più grande produttore e consumatore di carbone al mondo, attualmente è anche il primo Paese al mondo per emissioni di CO2 e ha necessità di trovare risposte adeguate, in grado di combinare l’esigenza di mantenere l’attuale tasso di sviluppo con quella di ridurre il problema ambientale.

Negli scenari previsti dall’Agenzia internazionale per l’Energia (Iea) per il 2050 c’è una minore dipendenza dai combustibili fossili, ma peseranno ancora per quasi la metà del mix energetico mondiale. Si tratta di una stima conservativa, perché ci sono proiezioni come quella del World Energy Council che invece ipotizzano per i fossili una quota variabile tra il 59% e il 77%.

L’interesse verso l’“ossi-combustione senza fiamma” della Cina e dei paesi che utilizzano in grande quantità il carbone, è giustificato dal fatto che è l’unica in grado di eliminare il problema dei costi elevati, che finora hanno penalizzato l’applicazione su larga scala delle tecnologie di Cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica (le “Ccs”).

Il progetto al centro dell’incontro tra Sotacarbo e Ambasciata cinese in Italia è la costruzione di un impianto pilota da 50 MWth con tecnologia ossi-combustione senza fiamma da realizzarsi nel Sulcis, oggetto dell’accordo tra Sotacarbo e Itea (società del gruppo Sofinter).

Il costo è stato stimato in 50 milioni di euro. Previsti 30 milioni di euro di finanziamento da parte italiana, così come stabilito nel Protocollo d’intesa sottoscritto da Regione Sardegna e Mise in data 2 agosto 2013, e 20 milioni di euro da parte cinese, una volta scelto il partner industriale.

Le caratteristiche distintive della tecnologia ossi-combustione senza fiamma sono economicità (unica tecnologia CCS in grado di essere applicata e reggere il confronto dal punto di vista economico con le centrali tradizionali, potendo addirittura esibire un leggero vantaggio); flessibilità (applicata a rifiuti solidi urbani; petrolio e gas; carbone); emissioni zero.

“Il progetto sull’ossicombustione di Sotacarbo e Itea, che assicura bassi costi per la produzione di energia elettrica, emissioni quasi nulle e alta competitività, è una grande opportunità per l’Italia e per la Sardegna in particolare. Sia in termini di ricadute immediate occupazionali, che di prospettive. Aver saputo attrarre l’interesse di investitori e istituzioni internazionali del massimo livello, come dimostra anche la visita dell’ambasciatore cinese in Italia, è la conferma che l’innovazione tecnologica può essere un motore per lo sviluppo della Sardegna“ è il commento del presidente Sotacarbo Mario Porcu.

Obiettivo del Progetto è realizzare una centrale economicamente sostenibile in assenza di incentivi: un modello esportabile nel mondo intero. La potenzialità economica e tecnologica di questo progetto rappresenta l’elemento di maggiore attrattiva per il mondo industriale cinese.

Rassegna stampa:

Energia pulita, si rafforza l’intesa con la Cina. Paci a Carbonia: nostre competenze fondamentali, pensiamo a centrale sperimentale per cattura CO2 (Regione Autonoma Sardegna)

Energia: i cinesi nel progetto Sotacarbo (Ansa)

Carbonia, dalla Cina per l’ossicombustione di Sotacarbo (La Nuova Sardegna)

Sotacarbo, anche i cinesi nel progetto. L’ambasciatore Li Ruiyu a Serbariu (Cagliaripad)

Energia pulita: suggellata l’intesa con la Cina. Paci a Carbonia: “pensiamo ad una centrale per la cattura del CO2” (Vistanet)