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Eccsel: nasce la principale infrastruttura di ricerca europea sulle Ccs

2017-06-12 - Inaugurazione ECCSEL ERIC

Finalmente realtà. A Trondheim è stata inaugurata ufficialmente Eccsel (the European Carbon Dioxide Capture and Storage Laboratory Infrastructure), la più importante e ambiziosa rete europea di laboratori di eccellenza sullo sviluppo delle tecnologie di separazione e confinamento della CO2 (Ccs, Carbon dioxide Capture and Storage). Con l’assemblea generale e la presentazione ufficiale, dopo circa sei anni si è concluso in Norvegia il percorso preparatorio avviato nel 2011. Un progetto voluto e sostenuto dalla Commissione Europea con circa 10 milioni di euro e dai governi delle nazioni partecipanti, che si impegnano a finanziare l’ampliamento delle infrastrutture.

Con l’accordo sottoscritto da Italia, Francia, Olanda e Regno Unito e Norvegia (che ospita la sede legale del Consorzio), Eccsel diventa, formalmente, un consorzio europeo (Eric – European research infrastructure consortium).

La rete Eccsel comprende numerosi laboratori all’avanguardia per sperimentare tecnologie innovative legate alla CO2: separazione (ossi-combustione, chemical looping, membrane e molte altre), trasporto, confinamento geologico (con particolare riferimento al monitoraggio dei siti).

L’accesso ai laboratori è regolato dal programma dei Transnational Access: i soggetti interessati, anche extra-europei, possono fare domanda di accesso alle infrastrutture (attraverso l’apposito modulo disponibile presso il sito ufficiale www.eccsel.org) e, se ritenuti idonei da una commissione interna al consorzio, possono portare avanti le proprie attività di ricerca impiegando le apparecchiature del consorzio.

L’Italia è rappresentata in Eccsel da Ogs (Istituto Nazionale di Geofisica e Oceanografia Sperimentale) e Sotacarbo, che mette a disposizione del consorzio alcune delle più avanzate apparecchiature sperimentali a disposizione presso il proprio Centro Ricerche di Carbonia: l’impianto pilota Cohygen di gassificazione e separazione della CO2 con solventi a base di ammine; l’impianto pilota XtL, che incluse gassificazione, separazione della CO2 con membrane e conversione della stessa in metanolo e altri combustibili liquidi; l’impianto Iosto, sviluppato per la desolforazione dei fumi derivanti da processi di ossi-combustione con produzione di acido solforico; il laboratorio di elettrochimica, in cui vengono studiati processi avanzati per il riutilizzo della CO2 e la produzione di combustibili liquidi; il laboratorio di caratterizzazione meccanica delle rocce. APE