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7th Conference on Carbon Dioxide as Feedstock for Fuels, Chemistry and Polymers, Cologne (Germany), 20-21.03.2019

Cosa significa “Carbon Capture & Utilisation (CCU)” e cosa fa dell’utilizzo della CO2 un approccio così attraente? Queste le prime domande alle quali si è cercato di dare una chiara risposta durante la “7th Conference on Carbon Dioxide as Feedstock for Fuels, Chemistry and Polymers” tenutasi a Colonia (Germania) lo scorso 20 e 21 marzo 2019.

Il termine CCU sta ad indicare l’insieme di tecnologie di cattura e di utilizzo dell’anidride carbonica (CO2) come sorgente di carbonio per la produzione di combustibili, prodotti chimici, polimeri e non solo. L’energia richiesta per tale trasformazione deve necessariamente provenire da fonti rinnovabili affinché ci sia un chiaro beneficio ambientale. Per dare l’idea dell’importanza dell’argomento, nove dei 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite sono indirizzati alla combinazione dell’utilizzo della CO2 con le energie rinnovabili.

Nel corso della conferenza sono stati trattati in dettaglio tutti gli aspetti legati all’utilizzo della CO2: concetto e visione globale, implementazioni semi-commerciali, aspetti politici, di sostenibilità ed economici.

Per molte persone le tecnologie CCU rappresentano un mistero e persino i più esperti sostengono che la loro implementazione sia proiettata verso un futuro lontano, non meno di cinquant’anni. I relatori presenti e i lavori esibiti hanno spiegato con chiarezza l’idea alla base delle CCU, dimostrando che il loro impiego porta chiari vantaggi nella riduzione delle emissioni di CO2. La conferenza è stata vetrina di presentazione dei primi impianti semi‑commerciali già in funzione o in fase di costruzione. Cosa è emerso? La rivoluzione CCU è già partita.

L’industria chimica, ad esempio, diventerà sostenibile solo quando abbandonerà completamente le materie prime di origine fossile, quali petrolio, carbone e gas naturale, e impiegherà “carbonio rinnovabile” per la chimica organica. Si evince quindi come le tecnologie CCU risultino cruciali per una chimica sostenibile del futuro.

Attualmente, purtroppo, il “carbonio rinnovabile” derivante dalle CCU non risulta economicamente competitivo rispetto a quello proveniente da petrolio o gas naturale. Questa differenza è rappresentata dal costo di produzione dell’idrogeno da fonti rinnovabili – anche se si prevede che tale differenza si ridurrà nel futuro.

La strategia proposta per il contenimento delle emissioni e per la sostenibilità di numerose industrie e prodotti – pienamente in linea con l’approccio che Sotacarbo segue ormai da anni per le proprie ricerche – è quella di prevenire le emissioni grazie a un ulteriore sviluppo delle rinnovabili, minimizzarle aumentando l’efficienza degli impianti (in fase di produzione e di utilizzo) e riciclare la CO2 per la produzione di materiali ad alto valore aggiunto.

La conferenza è stata preceduta, il 19 marzo, dalla partecipazione di Sotacarbo all’Assemblea Generale e al ”2nd CO2 Value Day” organizzato dal CO2 Value Europe, organizzazione dedicata esclusivamente all’utilizzo della CO2, di cui fanno parte 63 partner tra istituti di ricerca, università e industrie. MMureddu/APettinau