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Shui Han: “La Cina punta su biomasse e carbone”

Workshop Cofiring biomass with coal 2016

“Questo workshop ci ha regalato una sorpresa: il governo cinese ha scelto questa occasione per esprimere, per la prima volta in pubblico, la propria volontà di puntare in futuro sulle biomasse anziché sulle Ccs, le tecnologie di cattura e stoccaggio della CO2, per continuare a utilizzare il carbone ma in ottemperanza agli impegni presi sulla riduzione delle emissioni di CO2”. Così Andrew Minchener, direttore generale IEA Clean Coal Centre, ha concluso la sesta edizione del workshop internazionale “Cofiring biomass with Coal”, ospitato per la prima volta in Italia, il 14 e il 15 settembre scorsi, nel Centro ricerche Sotacarbo della Grande miniera di Serbariu a Carbonia.

Un evento che il settembre di ogni anno mette attorno al tavolo delle biomasse i migliori esperti mondiali, rappresentanti di governi, industria, centri di ricerca e investitori interessati alle opportunità offerte da una tecnologia che consente di prolungare il ruolo del carbone nel mix energetico mondiale. Una posizione espressa in modo esplicito da Shui Han, rappresentante del ministero dell’Energia cinese, che ha annunciato che “Nei prossimi mesi in Cina inizieranno ad essere operativi molti impianti a carbone costruiti o riconvertiti per adottare questa tecnologia. Lo scopo di questo sforzo economico e tecnologico è quello di rispondere alla domanda di energia ambientalmente sostenibile, assicurando la stessa quantità senza però compromettere i fondamentali economici e finanziari che hanno consentito lo sviluppo degli ultimi anni”.

Workshop Cofiring biomass with coal 2016

Sessione finale del Workshop Cofiring biomass with coal 2016

Quello delle biomasse è un settore controverso (problemi come quello della deforestazione, etc) ma in forte crescita. Paul James, della Ramboll Energy, sottolinea: “In questo settore sono tante le buone notizie, perché la ricerca è molto attiva. Stiamo facendo passi avanti molto rapidi, nell’interesse del mondo dell’industria. E si tratta di qualcosa che sta accadendo ovunque”. Esempio eclatante quello della Turchia che in otto anni vedrà raddoppiare la domanda di energia, passando da 264 a 416 Twh e sta investendo con decisione sulle biomasse per sostenere questa crescita.

Da molti contributi è emersa una sorta di contrapposizione tra lo sviluppo dell’utilizzo delle biomasse e la diffusione delle Ccs, che possono dare un notevole contributo all’abbattimento delle emissioni ma vengono considerate ancora troppo costose per decollare. Con le biomasse la situazione è opposta, come mette in evidenza James: “Se, negli stessi impianti già in funzione, sostituiamo il carbone col pellet, la riduzione delle emissioni sarà del 90%”. Argomento che da solo spiega l’interesse per lo sviluppo di questa tecnologia.