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Set Plan 2016: la trasformazione del sistema energetico in Europa

“We need a direction and Set- plan is all directions” E’ ora di agire. Le cose stanno valicando i confini. E’ necessaria la collaborazione fra i governi sia tecnica che politica. Ogni settore preso in considerazione dal Set-Plan è collegato agli altri. Il driver del mercato energetico è la richiesta di energia del consumatore. Occorre connettere le comunità di “prosumer” fra di loro in modo da stabilizzare il mercato. Il consumatore controlla la richiesta e il consumo a livello locale e sarà necessario coinvolgerlo nel processo di decision-making.

Dal 30 Novembre al 2 Dicembre 2016, si è tenuta a Bratislava (Slovacchia) la decima edizione della conferenza Central European Energy Conference durante cui varie figure politiche istituzionali ed esperti scientifici della Comunità Europea hanno presentato e discusso il nuovo SET-Plan 2016 – Transforming the EU Energy System through INNOVATION. L’incontro, incentrato sui temi delle energie pulite e della competizione delle tecnologie low-carbon, ha rappresentato una prestigiosa piattaforma a livello europeo e internazionale e ha stimolato discussioni e approfondimenti sui più importanti aspetti riguardanti la politica energetica e la ricerca e l’innovazione in Europa.

I principali argomenti discussi hanno interessato:

  • gli aspetti chiave del nuovo Set-Plan 2016 (in particolare l’innovazione nel settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica);
  • l’importanza a livello strategico del sistema informativo SETIS – Strategic Energy Technologies Information System;
  • la presentazione del World Energy Outlook 2016;
  • lo stato dell’Unione Energetica dal suo lancio nel Febbraio 2015.

Il Set-Plan fissa a livello programmatico le strategie e i punti cruciali degli orientamenti futuri della ricerca nel settore energetico. In particolare nel settore delle rinnovabili e bio-energie, delle smart community, dell’efficienza e del risparmio energetico, dei trasporti sostenibili, delle CCUS e della sicurezza nel settore nucleare. E’ emerso un aspetto cruciale ossia la necessità di maggiori investimenti nelle tecnologie attraverso la collaborazione del settore privato e tra settore pubblico e privato.  E’ ancora complicato realizzare la partecipazione attiva dei cittadini nel processo decisionale che coinvolge i governi. E’ di fondamentale importanza per una efficace implementazione della transizione, l’aggregazione dei cittadini (“troppi singles” allo stato attuale) in vere e proprie comunità energetiche al fine anche di monitorare e “misurare” le azioni definite nei vari ambiti del Set-Plan.

Lo scenario energetico al 2030, nella seconda parte del secolo, mostra la assoluta supremazia delle rinnovabili, delle tecniche ad alta efficienza energetica e delle tecnologie “carbon neutral”. La geotermia giocherà un ruolo chiave ma il ruolo assoluto di supremazia sarà detenuto dalle rinnovabili. In uno scenario ottimistico al 2050 è previsto che le rinnovabili coprano il 60% delle produzione energetica (40% eolico e PV). Questo sarà un limite tecnico e saranno necessari sviluppi nei sistemi di trasmissione dell’energia e nelle infrastrutture di back-up termico e elettrico (energy storge capacity e smart electric thermal storage systems). Il mercato tenderà a una riduzione dei costi e a un incremento di prestazioni soprattutto nel settore eolico (dove siamo leader) e PV e CSP (con un grosso potenziale di sviluppo). Un grosso accento è stato dato all’innovazione specie nel settore dei materiali impiegati e di nuove tecnologie interne così da non dipendere dall’estero e in particolare dalla Cina. Sempre più vivo è l’interesse verso soluzioni efficienti e efficaci nel settore industriale (smart industry).

Alla presentazione organizzata dal JRC sul sistema informativo SETIS sono emersi alcuni punti chiave. A valle delle linee stabilite dal Set-Plan 2012, la massima quota degli investimenti della ricerca è spettata al settore “energy storage” (4558 m€ batterie ed e-mobility) e delle rinnovabili (4614 m€). Al penultimo e ultimo posto si trovano, rispettivamente, l’efficienza energetica negli edifici (667 m€) e le CCUS (394 m€). E’ stato sottolineato che l’indicatore di performance di un progetto non dovrà essere più il prodotto in sé ma la sua posizione innovativa sul mercato (attraverso i brevetti).

Fatih Birol, direttore generale dell’IEA, ha presentato il World Energy Outlook 2016. Ha sottolineato la crescente dipendenza dall’estero per l’energia importata, la competizione fra Europa e le economie asiatiche emergenti e i pochi investimenti nel settore energia rispetto ad altri paesi. Ha ribadito la necessità di rendere più sicuro l’approvvigionamento di energia specie nell’Europa Centrale e Sud-Orientale.

Per quanto riguarda l’Unione Energetica europea, è stato posto l’accento sulla necessità di un adeguato quadro legislativo nei vari paesi in modo da indirizzare le politiche energetiche secondo i principi individuati dal Set-Plan e di conseguenza standardizzare la ricerca sulle tecnologie nel settore energetico. Nell’ottica di massimizzare le visibilità dell’Unione Energetica, saranno resi disponibili a livello europeo gli strumenti con cui implementare le azioni e saranno rese note le linee guida per la creazione effettiva di una unione energetica. Il Ministro polacco ha messo l’accento su un aspetto cruciale, ossia il forte legame fra l’attuale sviluppo delle rinnovabili e l’utilizzo, anche se in decrescita, delle fonti fossili. Molte sono le sfide aperte per la transizione verso l’energia pulita e in particolare verso le rinnovabili. Tali sfide riguardano anche il nucleare, il gas (LNG) e i combustibili fossili. Ad oggi il nucleare è obsoleto e il know-how del settore appartiene alla Cina. Il sistema energetico va modernizzato creando nuove infrastrutture per il trasporto del gas LNG i cui contratti sono stati resi più flessibili rispetto a 10 anni fa.  Il gas riveste un ruolo cruciale nel bilanciare l’intermittenza delle fonti rinnovabili e quindi favorire la transizione energetica al 2050. Attualmente la capacità del LNG è il 30% della richiesta, ma ci sono problemi effettivi nelle connessioni e nel trasporto. Il gas liquefatto LNG europeo potrebbe essere una fonte a livello globale, un primato che oggi appartiene agli USA. Per quanto riguarda le CCS e CCUS, è stato posto l’accento sulla loro importanza in uno scenario energetico il cui utilizzo nel settore termoelettrica al 2100 tenderà quasi a zero. Sarà necessario identificare le politiche e strategie, oltreché le priorità e le azioni future, necessarie per garantire la sicurezza energetica e l’approvvigionamento delle fonti.

E’ stato presentato anche il programma NER 300, il più grande programma di finanziamento (€ 2,1 miliardi di euro) per progetti innovativi e su scala dimostrativa riguardanti “low carbon energy” (in particolare le rinnovabili, eolico e fotovoltaico) e le CCS. Sono stati presentati i risultati dei 3 progetti ad oggi finanziati e a oggi operativi:

  • il progetto italiano BEST per la produzione di bio-etanolo,
  • il progetto tedesco Verbiostraw per la produzione di biogas,
  • il progetto svedese Windpark sulla produzione di energia eolica e marina.

I contenuti dell’evento sono a disposizione nel link: https://setis.ec.europa.eu/newsroom/news/ner-300-set-plan-conference-2016.

Infine sono stati presi contatti con alcuni centri di ricerca che operano nel campo dell’efficienza energetica e delle Smart Cities (progetto Celsius, Zeroth Building); in particolare con il centro tecnologico spagnolo Cartif che sta portando avanti un progetto di monitoraggio e ottimizzazione dei consumi negli edifici pubblici in diverse città europee. A tal proposito, il coordinatore del progetto ha invitato Sotacarbo a partecipare al convegno internazionale TIMELESS City (1-2 Marzo 2017, Valladolid-Spagna) dove verranno presentati gli ultimi risultati di questa ricerca. ELoria/CFrau