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La prima relazione sullo stato dell’energia dell’Unione Europea

UELa prima relazione sullo stato dell’Unione dell’energia, presentata oggi dalla Commissione europea, evidenzia che “si sono già compiuti notevoli progressi dall’adozione del quadro strategico per l’Unione dell’energia avvenuta nove mesi fa. Tuttavia resta molto da fare e il 2016 sarà un anno cruciale in questo senso”.
“Il quadro strategico per l’Unione dell’energia (IP/15/4497) ha impresso un nuovo impulso alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, sicura e competitiva. La Commissione si è inoltre impegnata a riferire annualmente sullo stato dell’Unione dell’energia al fine di affrontare le questioni essenziali e orientare il dibattito politico”.
CAMBIAMENTI CLIMATICI. In materia di cambiamenti climatici, “lo stato dell’Unione dell’energia sottolinea il contributo dell’Europa ai negoziati di Parigi. Attualmente più di 160 paesi, responsabili per oltre il 90% delle emissioni globali, hanno presentato i loro contributi all’accordo di Parigi. In questo processo l’UE ha proposto un obiettivo interno vincolante di riduzione delle emissioni, in tutti i settori dell’economia, di almeno il 40% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Dopo la conferenza di Parigi, occorrerà che tutti i paesi concretizzino gli impegni che si sono assunti”.
Oltre alla decarbonizzazione (comprese le fonti di energia rinnovabili) e alla sicurezza energetica, la strategia dell’Unione dell’energia “continua a ottenere buoni risultati in materia di efficienza energetica, mercato interno dell’energia, e ricerca, innovazione e competitività, in quanto tutte queste priorità sono intrinsecamente collegate”.
Lo stato dell’Unione dell’energia “presenta inoltre i principali elementi costitutivi di un meccanismo di attuazione che consente di rendere più prevedibili, trasparenti e stabili le politiche, al fine di conseguire gli obiettivi dell’Unione dell’energia. Gli orientamenti sui piani nazionali integrati in materia di energia e clima costituiscono per gli Stati membri la base su cui avviare l’elaborazione dei loro piani nazionali integrati per il periodo dal 2021 al 2030. La metodologia proposta per gli indicatori chiave è il primo passo in vista della quantificazione e del monitoraggio dei risultati dell’Unione dell’energia. Lo stato dell’Unione dell’energia è accompagnato da 28 schede informative che contengono una valutazione della realizzazione dell’Unione dell’energia per ciascun Stato membro”.
EFFICIENZA ENERGETICA. Insieme allo stato dell’Unione dell’energia, sono stati adottati vari documenti e relazioni relativi all’Unione dell’energia. Tra questi, la relazione sui progressi compiuti nell’attuazione dell’obiettivo di efficienza energetica all’orizzonte 2020 (20%), la quale evidenzia che, “nonostante i significativi progressi compiuti, gli sforzi collettivi degli Stati membri rappresentano solo un risparmio di energia primaria del 17,6% rispetto alle proiezioni per il 2020. Tuttavia, la Commissione continua a ritenere che l’obiettivo del 20% sarà raggiunto, a condizione che la legislazione in vigore dell’UE sia pienamente attuata, gli sforzi si intensifichino, aumenti il livello di ambizione e migliorino le condizioni di investimento”.
EMISSIONI DI GAS SERRA. È stata adottata anche la relazione sui progressi compiuti nell’azione a favore del clima. L’UE “ha ottenuto risultati particolarmente positivi nella dissociazione tra crescita economica e emissioni di gas a effetto serra. Inoltre, l’UE è sulla buona strada per conseguire l’obiettivo 2020 di riduzione delle emissioni del 20%, nonché gli obiettivi del protocollo di Kyoto. Tuttavia, per raggiungere l’obiettivo per il 2030, sono necessarie ulteriori misure”.

L’articolo originale e completo è disponibile su Casa&Clima.com