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Italia-Usa: Ccs, futuro in comune

“L’interesse comune esiste, la volontà e le competenze per fare qualcosa insieme pure”. Così il presidente Sotacarbo Mario Porcu ha sintetizzato l’esito degli incontri fra la delegazione italiana e il U.S. Department of Energy sulla cattura e confinamento dell’anidride carbonica (Ccs).

Dal 30 settembre al 2 ottobre 2014 si sono svolti negli Usa diversi incontri tra i rappresentanti del U.S. Department of Energy (Doe), del National Energy Technology Laboratory (Netl), del Midwest Geological Sequestration Consortium (Mgsc) e la delegazione italiana, composta da Mario Porcu, Giuseppe Girardi e Alberto Pettinau (rispettivamente presidente, vice presidente e responsabile tecnico della Sotacarbo), Stefano Stendardo (ricercatore Enea),  Bassignano (direttore generale di Itea/Sofinter), Salvatore Lombardi (Università di Roma “La Sapienza”) e Giulio Busulini (attaché scientifico dell’Ambasciata d’Italia a Washington).

L'incontro tra la delegazione Usa e quella italianaL’incontro è stato aperto dall’analisi congiunta dei rispettivi programmi nazionali, per valutare potenziali collaborazioni sul tema della separazione e del confinamento della CO2 per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e il controllo delle variazioni climatiche del pianeta.

E qui sono stati subito evidenziati alcuni temi di comune interesse: l’ossicombustione pressurizzata, le tecnologie di gassificazione e separazione “pre-combustion” della CO2, le tecnologie avanzate di separazione con nuovi materiali (sorbenti solidi, inclusi i processi di chemcal looping), il confinamento geologico della CO2 e le questioni relative alla cosiddetta public acceptance delle tecnologie Ccs.

Nel corso della visita ai laboratori del National Energy Technology Laboratory (Netl) di Morgantown, in West Virginia, la delegazione italiana ha potuto visitare alcuni impianti sperimentali e verificare l’esistenza di parecchi temi di ricerca comuni. L’incontro si è concluso con la visita al sito dimostrativo Ccs di Decatur (Illinois), con i rappresentanti del Midwest Geological Sequestration Consortium (Mgcs). Il sito in oggetto è particolarmente interessante, dal momento che, dal 2013, vengono confinate oltre 3000 tonnellate di CO2 al giorno, provenienti dall’industria di produzione di alcool etilico dal mais situata a pochi chilometri di distanza. La CO2 compressa è iniettata in un acquifero salino presente in una formazione di arenaria a una profondità di 2100 metri. Oltre al pozzo di iniezione è presente un’ampia rete di monitoraggio, comprendente 19 pozzi, di cui due molto profondi. Visita al sito di Decatur

Nel sito di Decatur è inoltre presente il National Sequestration Education Center (Nsec), che porta avanti una serie di programmi di diffusione delle conoscenze sui progetti Ccs, sia a livello di esperti del settore che a livello di divulgazione della cultura scientifica: l’approccio adottato da Sotacarbo in materia di confinamento geologico della CO2 è perfettamente in linea con quello seguito dagli Stati Uniti presso il progetto Decatur; e per alcune attività in corso presso il Polo Tecnologico del Sulcis, da parte Usa è stato manifestato grande interesse a stabilire un rapporto di collaborazione organica e stabile sui temi oggetto della discussione. Seguiranno dunque ulteriori contatti e discussioni per definire quanto prima un programma comune di attività nel settore delle tecnologie Ccs. AP