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Basso rango, alta potenzialità

Sfruttare i limiti del carbone Sulcis come rampa di lancio per ritagliarsi un ruolo di riferimento a livello mondiale. È stata questa la scommessa della Sotacarbo. Una scommessa dettata dalla consapevolezza che avere sotto i piedi in grandi quantità una risorsa naturale classificata “combustibile di basso rango” (senza la tecnologia adatta per sfruttarla in modo conveniente) è una situazione che accomuna il Sulcis ad altri territori con problemi analoghi. Questo fa sì che l’interesse per la ricerca sui carboni “poveri” possa contare su bacino che va ben al di là del solo ambito isolano. Scegliere di fare ricerca su quelle che venivano considerate strade senza sbocco o periferiche è stata l’intuizione che ha consentito alla Sotacarbo di svincolarsi in grossa parte dall’alternarsi dei carbone sì, carbone no che hanno caratterizzato soprattutto nell’ultimo decennio le scelte italiane in tema di politica energetica e industriale.

Che quella dei carboni “poveri” sia una strada con potenzialità enormi è ribadito anche dal recente accordo che la Sotacarbo ha raggiunto con gli ungheresi dell’Ormosszén Kft, per la costituzione di un Consorzio internazionale finalizzato allo sviluppo di tecnologie di valorizzazione dei carboni di basso rango. Il consorzio “Carbon[I/O]”, che prevede anche la collaborazione con l’Università Tecnica slovacca di Bratislava e con istituzioni rumene e serbe, è figlio degli ottimi risultati della sperimentazione eseguita da Sotacarbo e Ormosszén nella scorsa primavera. Presso la piattaforma pilota era stata testata la gassificazione del carbone di basso rango e alto tenore di zolfo estratto in Ungheria, per valutare possibili tecnologie di trattamento di un combustibile non adatto all’impiego in impianti convenzionali.

I riscontri decisamente incoraggianti dei test hanno spinto le due società a avviare un progetto di ricerca – per il quale verrà chiesto il co-finanziamento dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020 (ottavo Programma Quadro) – per lo sviluppo e la sperimentazione di differenti tecnologie, come quelle relative alla gassificazione del carbone, al trattamento del gas da essa derivante per la produzione di idrogeno e combustibili liquidi (come metanolo, benzina e gasolio) e alla rimozione della CO2. Il Consorzio potrà quindi proporsi come consulente esperto al servizio di tutte quelle realtà industriali che, a livello europeo e mondiale, producono o impiegano carboni di basso rango.

Sempre in questo contesto si inserisce la Usibelli Coal Mine. Una miniera di carbone di basso rango situata in una zona dell’Alaska isolata e soggetta a continue interruzioni della fornitura elettrica: il processo di gassificazione in letto fisso controcorrente impiegato nella piattaforma Sotacarbo è risultato il più efficace per superare queste limitazioni. Come rivelato dai test di gassificazione del carbone dell’Alaska, effettuati lo scorso anno presso il Centro Ricerche di Carbonia. Sulla scia di questi risultati estremamente positivi è stato avviato un programma di sviluppo che prevede la progettazione di un piccolo impianto di gassificazione (da circa 5 MW), per produrre l’energia elettrica necessaria al sostentamento della miniera. Un progetto sul quale Sotacarbo lavorerà con la società texana Hamilton Maurer International, che ha contribuito tra l’altro alla progettazione dei gassificatori della piattaforma pilota presente nella Grande Miniera di Serbariu.

La volontà dei partner stranieri di dare continuità e stabilità alla collaborazione con la Sotacarbo, conferma il crescente interesse internazionale verso le attrezzature e le esperienze professionali acquisite dalla società, che proprio quest’anno inaugura l’International Sulcis Summer School sulle CCS, un’iniziativa ideata e organizzata insieme a ENEA e Università di Cagliari, che si ripeterà stabilmente e in maniera sempre più ampia nei prossimi anni. Una scuola estiva dedicata all’approfondimento delle tecnologie di separazione e confinamento dell’anidride carbonica (le cosidette CCS – “Carbon Capture and Storage”), che dal 23 al 26 luglio riunirà nel Centro ricerche Sotacarbo studenti, dottorandi ed esperti operanti nel settore energetico, e docenti provenienti – oltre che dall’Università di Cagliari, ENEA e Sotacarbo – dalle principali università e organismi di ricerca e istituzioni italiani tra i quali, solo per citarne alcuni, Politecnico di Milano, Università di Roma La Sapienza, Università di Bologna, Istituto di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, Osservatorio sulle CCS della Fondazione sulla Sviluppo Sostenibile; sarà presente anche il Ministero dello Sviluppo Economico e rappresentanti industriali. Un’iniziativa che ha già attirato l’interesse di studenti e giovani ricercatori di tutto il mondo.

Rassegna stampa:
Progetto innovativo approdato in AlaskaLa Nuova Sardegna (17.7.2013)