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Il bacino carbonifero sardo

Galleria del Museo del Carbone - Copyright Museo del Carbone, Carbonia

Il bacino carbonifero del Sulcis rappresenta l’unica fonte di carbone nazionale. Individuato nel 1851, il suo sfruttamento è stato avviato nel 1889 e ha raggiunto nel 1900 le 30.000 tonnellate, per poi arrestarsi nel primo dopoguerra. La ripresa dell’attività estrattiva è avvenuta nel 1935 e l’apice della produzione, pari a 1.300.000 tonnellate, è stata raggiunta nel 1940. La parabola discendente del carbone Sulcis è iniziata negli anni Cinquanta con la progressiva riduzione delle quantità estratte annualmente, sino alla rinuncia, nel 1972, delle ultime concessioni ancora operanti.

Negli anni in cui si decreta il blocco delle attività estrattive del Sulcis, l’Italia attraversa la sua prima crisi energetica che porta come risultato anche alla rivalutazione del carbone nazionale. La consapevolezza di dipendere quasi esclusivamente da fonti energetiche di importazione e, al contempo, l’esigenza di promuovere il rilancio dell’economia del Sulcis, hanno, a metà degli anni Settanta, riaperto il dibattito sulla possibilità di utilizzo del carbone Sulcis.

Nel 1984 il Comitato Interministeriale per la Programmazione Industriale approva il progetto per la riattivazione del bacino carbonifero del Sulcis. L’anno successivo con la legge 351/85, la riapertura delle miniere è affidata all’ENI. Affinché all’utilizzo del carbone Sulcis si affiancasse anche una opportunità di ricerca e sviluppo tecnologico sul carbone, in grado di coniugare la crescente coscienza ambientale con il conseguimento di maggiore competitività e di più elevate efficienze energetiche, il governo ha autorizzato, in attuazione dell’art. 5 della suddetta legge, la costituzione della Sotacarbo.

Il 2 aprile 1987 è stata pertanto costituita Sotacarbo con l’obiettivo di sviluppare tecnologie innovative e avanzate nell’utilizzazione del carbone. Finalità da perseguire attraverso la costituzione in Sardegna del proprio Centro ricerche; la progettazione e la realizzazione di impianti dimostrativi sulla innovazione tecnologica sull’impiego del carbone; la realizzazione di impianti industriali per l’utilizzazione del carbone in alternativa alla combustione.