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Effetti ambientali e conseguenze dell’estrazione e del trasporto del carbone

CCC/281
Dr Lesley Sloss
Dicembre 2017

L’attività di estrazione mineraria ha rivestito nei secoli un ruolo significativo nell’industrializzazione, nella crescita economica e, conseguentemente, nella riduzione della povertà. Tuttavia, ha portato con sé anche problemi di tipo ambientale, associati a danni paesaggistici e inquinamento atmosferico ed acustico.

Oggi la maggior parte delle compagnie minerarie agisce con pianificazione e responsabilità al fine di minimizzare i potenziali effetti negativi. Ma le forti preoccupazioni per le conseguenze ambientali frenano i finanziamenti. Molti istituti di credito internazionali hanno ridotto gli investimenti su progetti associati ad attività estrattive in ragione dei possibili danni ambientali e sociali.
Le organizzazioni non governative stanno guadagnando consenso nelle azioni di protesta contro le miniere di carbone operative e in progetto. Ad esempio negli USA, l’organizzazione ambientale Appalachian Voices, ha citato in giudizio la società Frasure Creek mining, per aver violato le leggi ambientali sulla qualità dell’acqua in diverse miniere di superficie nel Kentucky orientale. Come conseguenza, la società è stata condannata ad un risarcimento nei confronti dello Stato di 500mila dollari, con il divieto di ulteriori estrazioni.

Nei paesi più sviluppati, l’attività mineraria non può essere avviata senza una valutazione completa dell’impatto ambientale e di un piano finanziario garantito per la bonifica del sito al termine dell’attività di estrazione. Alcune società carbonifere come SUEK, Peabody e persino Coal India stanno dimostrando forte attenzione nei riguardi delle responsabilità sociali, ricevendo premi e riconoscimenti per il loro impegno per migliorare l’ambiente e le comunità intorno alle miniere esistenti e dismesse. È essenziale imparare dal passato: i nuovi progetti minerari, in particolare quelli nelle regioni emergenti, devono basarsi sui progressi attuali e contribuire al miglioramento delle pratiche ambientali nel settore.

La minimizzazione dell’impatto ambientale delle attività di estrazione
Gli approcci statali nei riguardi dell’estrazione del carbone variano di continuo, ma le principali nazioni produttrici, tra cui Cina, Stati Uniti, India, Australia, Indonesia, Russia, Sudafrica, Germania, Polonia e Kazakistan, hanno approvato norme rigorose per la salvaguardia della terra e dell’acqua. La legislazione sulle attività minerarie è vasta e corposa. L’ONU ha prodotto una serie di linee guida per supportare le società minerarie nello sviluppo del piano più appropriato per la loro attività estrattiva. Le linee guida indicano gli standard minimi di prestazione e le misure da adottare nelle fasi di progettazione, gestione e recupero delle aree estrattive.

Le organizzazioni internazionali come l’ICMM (Consiglio internazionale delle miniere e dei metalli) pubblicano periodicamente documenti di orientamento sulle più moderne pratiche nel settore minerario. Queste includono raccomandazioni circa il coinvolgimento delle comunità locali, evidenziando che un impegno preventivo ed efficace riduce il rischio di conseguenze negative da parte dell’opinione pubblica.

La bonifica dei terreni è ormai parte integrante della maggior parte dei lavori minerari. Mentre in passato il piano di chiusura della miniera prevedeva di porre in sicurezza il terreno utilizzato per l’estrazione e di riportarlo al suo stato quasi originale, le migliori pratiche moderne prevedono, invece, un riutilizzo del sito ed una riconversione dello stesso in aree o attività potenzialmente proficue per le comunità locali. Le aziende estrattive stanno investendo molto, sia in competenze che in risorse finanziarie, nel ripristino del territorio con l’obiettivo di riportarlo a una condizione paragonabile a quella esistente prima dell’attività estrattiva. Una dimostrazione di riconversione di sito minerario, inteso a fornire un beneficio alla comunità, è rappresentato da Northumberlandia, la più grande scultura umana del mondo – progettata dall’architetto paesaggista Charles Jenks tra il 2010-2012 e commissionata dalla società mineraria gruppo Banks, raffigurante una donna sdraiata e situata all’interno di un parco pubblico a nord di Newcastle.

Nel 2016 Paramont Coal di Alpha Natural Resources ha vinto un premio nazionale per il progetto di bonifica delle miniere di carbone nella contea di Buchanan, in Virginia, USA. Il sito di 486 ettari, mostrato in figura 1 è stato operativo dal 2004 al 2011, estraendo oltre 600.000 tonnellate di carbone. Il suo recupero ha comportato una vasta piantumazione di castagni ibridi americani e comprende aree residenziali, ricreative, un parco della comunità, campi sportivi, un grande parco giochi e una palestra, nonché unità industriali e commerciali.

Figura 1 Hawks Nest Mine, VA, USA durante la fase estrattiva e dopo la bonifica.

Coordinamento della catena di trasporto e minimizzazione delle polveri
Oltre ai potenziali impatti sul paesaggio locale e sulla fauna selvatica, l’industria mineraria può impattare negativamente sulle comunità locali anche con le connesse attività di trasporto. Tutta la catena di trasporto, dalla miniera al luogo di utilizzo, può incidere in maniera significativa nella riduzione delle emissioni, anche nei punti di trasferimento lungo il percorso. I vettori di consegna producono emissioni di gas serra e creano problemi associati al rumore ed alla polvere.

Minimizzare le conseguenze del trasporto richiede un approccio olistico nei riguardi dell’intera filiera del carbone. Le aziende per garantire una migliore efficienza gestiscono l’intera catena di trasporto. Società come Port Waratah Coal Services, nel nuovo Galles del Sud in Australia, stanno limitando gli spostamenti del materiale combustibile e, laddove il movimento è inevitabile, la produzione di polvere è ridotta al minimo e controllata con veicoli ed edifici ben progettati per lo stoccaggio e, ove necessario, con attrezzature tattiche per la riduzione delle polveri. SUEK, il più grande produttore di carbone della Russia, controlla le emissioni di polveri nel terminal di trasporto di Vanino in tempo reale e come altre società minerarie lungimiranti, ha anche installato sistemi di depurazione delle acque e di estrazione del metano.

Rafforzamento
Le aziende minerarie del carbone sono orgogliose delle loro prestazioni ambientali e le loro relazioni annuali includono dettagli sugli impegni di responsabilità sociale e aziendale, nonché sui premi offerti e vinti per l’adozione della migliore pratica ambientale. L’opinione pubblica può essere influenzata da atti di responsabilità sociale delle società estrattive. Ciò è particolarmente vero quando il pubblico diventa più consapevole.

Grandi compagnie del carbone come SUEK e Peabody hanno siti web dove riportano le prestazioni dell’azienda e le condizioni delle singole miniere. Il pubblico può accedervi, acquisendo informazioni sulle prestazioni economiche dell’azienda e su questioni relative alla qualità ambientale (emissioni nell’aria e nell’acqua). Le singole società possono dimostrare standard di prestazione più elevati ed è spesso nell’interesse commerciale di un’organizzazione stabilire uno standard di pratica superiore alla media. Ad esempio, Coal India, la società statale di estrazione del carbone dell’India, sta lavorando con le sue società associate per reinvestire una parte dei profitti dell’azienda in attività volte a sradicare fame e malnutrizione, oltre a promuovere l’istruzione e l’uguaglianza di genere nel paese.

L’industria carbonifera è maturata negli ultimi anni, grazie ad aziende che dimostrano come, l’applicazione delle migliori pratiche nella catena di produzione del carbone possa, non solo contribuire alla riduzione dei danni ambientali, ma anche favorire un’industrializzazione avente effetti positivi sulle comunità locali. FPoggi