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CCC/228

Prospettive di sviluppo per il carbone in Botswana, Mozambico, Zambia, Zimbabwe e Namibia (CCC/228)
Paul Baruya, John Kessels

La crescente domanda di carbone in Asia sta stimolando l’interesse per le grandi risorse di carbone presenti nei Paesi dell’Africa australe, come il Botswana, il Mozambico, lo Zambia, lo Zimbabwe e la Namibia. In passato questi Paesi hanno utilizzato poco i loro giacimenti di carbone in quanto la domanda locale è stata limitata e l’esportazione non supportata adeguatamente in raffronto alle potenzialità produttive. I governi di questi Stati ora cominciano a riconoscere al carbone un ruolo strategicamente importante perché in grado di attrarre reddito estero e di assicurare un valore aggiunto alla produzione energetica interna.
Questo Rapporto del Clean Coal Centre esamina il peso del carbone nelle economie energetiche di ciascuno di questi Stati. Come nella maggior parte delle economie emergenti, la garanzia che la fornitura di energia elettrica sia affidabile e conveniente per le industrie e le persone è essenziale per lo sviluppo economico e per la crescita e il benessere delle comunità. La domanda di materie prime dall’Africa, come diamanti e rame, è la ragione di un enorme bisogno di elettricità e il carbone avrà un ruolo importante per la produzione di questa energia elettrica. Non solo l’industria mineraria ha bisogno di questa potenza energetica, ma connesse a queste attività si sviluppano comunità che a loro volta necessitano energia elettrica.
L’esplorazione dei giacimenti è limitata alle regioni in cui la produzione di carbone è già avviata da diversi decenni. Le riserve recuperabili sono ancora oggetto di valutazione e quindi bisognerà apetale qualche anno per conoscere la regione col più alto potenziale estrattivo. Molte delle nuove licenze per l’estrazione del carbone sono vicine le une alle altre. Situazione che favorisce possibili partnership, che riducono il rischio e promuovono un maggior grado di cooperazione tra le parti interessate.
Le maggiori riserve conosciute (40 Gt) si trovano in Botswana, ma quelle economicamente sfruttabili saranno decisamente inferiori. Il Mozambico potrebbe avere tra 16 e 22 Gt, mentre lo Zimbabwe potrebbe variare tra 2 e 26. Le riserve in Zambia e in Namibia sono minori: in Zambia sembra che vi sia un minimo di 0,1 Gt. La produzione complessiva in questi paesi è inferiore a 4 Mt/anno, ma il potenziale è notevole, in particolare in Mozambico e Botswana. Sorprendentemente lo Zimbabwe è stato il più grande produttore di questo gruppo di Paesi con una produzione di 2 Mt/a, mentre per ciascuno degli altri la produzione è inferiore a 1 Mt/a. In Botswana e Zambia la produzione di carbone aumenterà per la crescita della domanda legata al recente ampliamento di alcune centrali a carbone. La produzione di carbone è pressoché nulla in Mozambico ma per la sua posizione geografica questo Paese rappresenta la porta verso il mercato asiatico. Lo sviluppo delle miniere porterà con sé la realizzazione di impianti di lavorazione del carbone, centrali elettriche a carbone, infrastrutture per trasporti terrestri e portuali. Per realizzare questi piani, aziende provenienti da Paesi come il Regno Unito, Brasile, Giappone, India e Cina, già presenti nella regione, saranno ulteriormente sostenute e incoraggiate ad investire dai governi locali.
Delle cinque economie dell’Africa meridionale che rientrano in questa relazione, solo due hanno centrali elettriche a carbone di dimensione significativa, pari peraltro a un modesto 1,2 GWe. Queste sono la centrale Morupule in Botswana, e la centrale elettrica Hwange in Zimbabwe. In Zimbabwe 2.1 GWe saranno prodotti da centrali idroelettriche e impianti a carbone in costruzione ad opera di aziende private. Il dato più interessante è la capacità prevista che questa regione dell’Africa aspira a costruire: sugli oltre 15.7 GWe di nuovi impianti previsti, solo 4,5 GWe saranno centrali idroelettriche mentre ben 10.6 GWe verranno prodotti da centrali a carbone. Questo potrebbe portare ad una richiesta di oltre 20 Mt/a di carbone estratto.
Il futuro del carbone e delle centrali elettriche a carbone in Sud Africa dipende dalla cooperazione tra gli investitori stranieri e le organizzazioni governative o internazionali. Botswana e Mozambico hanno regimi fiscali favorevoli per gli investitori stranieri. Al contrario, il sistema fiscale in Zimbabwe presenta ostacoli per gli investimenti esteri. In Zambia, le tensioni sociali sono sorte tra le imprese minerarie di proprietà straniera e i lavoratori locali ed i conflitti di nel mondo del lavoro sono sempre più comuni.
In termini di mitigazione dei cambiamenti climatici, i governi dell’Africa meridionale ambiscono a una produzione di energia che abbia il minimo impatto sull’ambiente. Obiettivi che però si scontrano con i bisogni immediati dell’economia e della popolazione, in cui una grande percentuale non ha ancora accesso ai servizi di base. Ma nel futuro a lungo termine di quest’area il carbone può giocare un ruolo sempre più importante. AT

Il rapporto originale è consultabile gratuitamente, previa registrazione, all’indirizzo:
http://www.iea-coal.org.uk/site/2010/publications-section/reports